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Ancora un corso Blsd a Lucca

Si è svolto a Lucca lo scorso 11 novembre presso la scuola Artedanza Arabesque, il nono corso gratuito da me organizzato nella nostra città, voluto fortemente da Monica Bocci, direttrice artistica e istruttrice della suddetta scuola (che ringrazio) e tenuto dal Dr. Maurizio Cecchini. I partecipanti sono stati istruiti, mantenendo alta empatia e senso dell’humor propri del Nostro, sul come riconoscere una persona colta da arresto cardiaco, come effettuare un massaggio cardiopolmonare e come usare un defibrillatore. Sono state anche illustrate la manovre di disostruzione delle vie respiratorie in adulti, bambini e lattanti applicando in diretta (su di me) la manovra di Heimlich, operazione fondamentale per cercare di liberare le vie aeree in un soggetto in asfissia causata da un corpo estraneo. Come al solito non sono mancati i momenti di ilarità, anche per rendere più “sopportabile” e comprensibile l’esposizione di eventi così tragici e il Dr. Cecchini ha anche confermato, ufficialmente, il suo rapporto sentimentale col suo “manichino” preferito Ugo col quale “passo più tempo con lui che con la mì famiglia”. Non sono mancate nemmeno le domande dei partecipanti alle quali il dottore ha risposto con chiarezza spiegandone, chiaramente, anche i motivi. Che dire…altre 30 persone istruite; 30 persone sensibilizzate; 30 persone che si spera PRETENDERANNO la presenza di un DAE nei luoghi dove i nostri figli vanno a fare spot, giocano e studiano o dove noi stessi ci rechiamo a fare la spesa e perchè no, anche sui mezzi di trasporto che utilizziamo. A partire dagli aerei e i treni: superfluo spiegare l’importanza di avere a bordo di certi veicoli un defibrillatore che ricordo, deve essere utilizzato nei primi minuti in un paziente colto da arresto cardiaco; sempre ammesso che lo si voglia strappare a morte certa. Si è ribadito inoltre il concetto per cui non si deve assolutamente effettuare la respirazione bocca a bocca (insufflazione) in un paziente colto da “morte improvvisa” dando ovviamente tutte le spiegazioni logiche che hanno determinato l’eliminazione di questa manovra che ricordo, riduce del 30% la possibilità si salvare il malcapitato o di non riportare gravi problemi cerebrali anche a medio e lungo termine; malgrado gli articoli che già nel 2012 venivano pubblicati sulle più prestigiose riviste di rianimazione al mondo, molti istruttori continuano a consigliarla. Non mi rimane che ringraziare tutti i partecipanti ai corsi, che oramai dovrebbero essere più o meno 800 (quelli organizzati e promossi da me). Il ringraziamento più grande però , lo devo dedicare a quello che mi pregio di chiamare “il mì amico” Dr. Maurizio Cecchini senza il quale non solo i corsi non sarebbero mai stati organizzati e svolti con la conseguenza che ad oggi, probabilmente, avremmo sul nostro territorio 800 persone in meno che potrebbero salvare la vita ad un essere umano (che si aggiungono agli oltre 12.000 che hanno partecipato agli altri corsi tenuti dalla Cecchini Cuore), ma per il fatto che, sicuramente, mai mi sarei dedicato a donare il mio tempo a questo tipo di iniziative.

Un abbraccio “di cuore”a tutti.

Fabrizio Bonino

 

Il Nostro, prima del corso

Disostruzione lattante

Massaggio cardiopolmonare

E via che si va

All’opera

 
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Pugili di grande cuore

Si e’ svolta il 7 Novembre la cerimonia di donazione  del DAE n* 470 della nostra campagna.

La donazione e’ stata fatta dalle Farmacie Comunali SPA, alla presenza dell’ Assessore alle politiche socio-educative Rosanna CARDIA alla “PUGILISTICA BARTOLOMEI” che ha sede nella palestra dell’ ITI, in via Contessa Matilde, Pisa, alla presenza del Maestro MArcello BARTOLOMEI e tutti istruttori ed allievi.

Una donazione importante perche’ rappresenta una grande sensibilita’ della nuova Amministrazione Comunale di Pisa alla nostra campagna.

Altri due DAE saranno posizionati a breve in luoghi strategici del nostro centro cittadino.

Un ringraziamento da parte nostra quindi all’ Assessore Rosanna CARDIA, all’amico Marcello BARTOLOMEI e a tutti gli amici della “Pugilistica Pisana”

 
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Non abbassare la guardia

Pubblico volentieri un articolo, in realtà una “case report” del Collega ed amico Dott. Antonio CAMBI, che egli vuole dedicare al suo Maestro , il Collega Prof. Vitantonio Di Bello, recentemente scomparso.

 

NON ABBASSARE LA GUARDIA

Il protocollo di visita medico sportiva è ormai datato al 1982, e seppur vengano aggiornati i protocolli un particolare quelli cardiologici, l’evoluzione dei quadri che si riscontrano è in relazione all’aumento dell’utenza sportiva sottoposta a visita, ed alle attività proposte alle varie fasce di età. Un primo quadro clinico che si è evidenziato nel tempo e ben descritto è stata l’ Ipertensione Mascherata, un quadro cioè in cui una persona con valori pressori normali a riposo, mostra livelli elevati sia di massima che di minima sotto sforzo. Il rilievo della pressione arteriosa durante lo sforzo è una procedura attendibile visto che la posizione del braccio sul cicloergometro offre un approccio all’arteria radiale per tutta la durata dell’esercizio.
Ma un altro quadro , secondo me correlato alla pressione arteriosa, si presenta su un altro versante della patologia da sforzo. Nella mia pratica ho notato che l’instabilità elettrica che si ha nella fase di recupero, che si manifesta con la comparsa di Battiti Ectopici Ventricolari nello sforzo, si rileva particolarmente nei soggetti ipertesi anche se in terapia , anche se la prova da sforzo non ha mostrato segni di patologia coronarica, pur arrivando ad alti livelli del prodotto frequenza/pressione massima che è correlato al Consumo di Ossigeno.
Il corrispettivo anatomo-patologico venne indicato dai cardiologi americani come “disarrangement” (scompaginamento, disallineamento) delle fibre miocardiche, che provocavano sofferenza locale e microcircuiti di rientro , fattori da sempre considerati di rilievo per l’insorgere di aritmie maligne.
L’attività fisica di tipo anche amatoriale, che viene incoraggiata ed sostenuta per diminuire i rischi del sovrappeso e dei parametri ematochimici (colesterolo, lipoproteine, triglicerdi, glicemia) deve tener conto , secondo me, della storia sportiva di ciascun individuo.
Un conto è un soggetto che ha praticato sempre sport, esempio un tennista sessantenne, che ha sempre giocato le partitelle settimanali nel proprio circolo ogni anno avendo un riscontro delle proprie condizioni nel check con il proprio medico o in un Centro di Medicina dello Sport, e che può praticare i campionati di categoria veterani se il suo grado di allenamento lo consente. Un’altra prospettiva è quella di persone che si approcciano ad attività che sono ritenute a basso rischio, come la danza o il podismo, dopo un periodo di black-out dai controlli. Un esempio di ciò che insidiosamente può riscontrarsi è quello mostrato nel tracciato allegato, riferibile ad un iperteso in terapia, al termine di una prova da sforzo al cicloergometro condotta fino a 250 watt con normale tracciato ed adeguato incremento di frequenza e pressione. Con l’instabilità elettrica nella fase di recupero è comparso un ritmo atriale caotico che condotto in ventricolo ha innescato una tachicardia ventricolare con torsione di punta. Per fortuna la torsione è regredita spontaneamente permanendo un ritmo caotico ad alta frequenza. Trasportato in Ambulanza in ambiente ospedaliero, è stato sottoposto a DC-shock in sedazione per ripristinare il ritmo sinusale, e quindi studiato in un centro idoneo con Risonanza Magnetica e Scintigrafia. Si sono allora evidenziate due lesioni concausali importanti per l’insorgenza dell’aritmia: un’area di displasia nel Ventricolo Sinistro riferibile ad una lesione asintomatica, ed un bridging (un ponte muscolare) su una coronaria in prossimità della punta. Per fortuna adesso la persona ha ricevuto una terapia idonea al proseguimento della sua vità lavorativa ed indicazioni sullo stile di vita.
Da esperienze come questa ne ho ricavato la necessità di apparecchiature di emergenza oltre a procedure effettive di soccorso, compreso un training continuo degli operatori, ispirato da eventi “near miss”. La accurata raccolta della anamnesi sportiva deve far individuare i soggetti a potenziale rischio , anche se apparentemente in buona salute. Si rileva inoltre la necessità della presenza di DAE vicino a luoghi di gara, in cui oltre l’impegno fisico può accompagnarsi una carica adrenalinica suscitata dalla gara (giudici, confronto con altri, dimostrazione a sé stessi).
Sta al medico esaminatore andare oltre il test clinico, per elargire consigli e suggerire possibili segni di criticità.
La cultura del Primo Soccorso deve andare in parallelo, cercando di non farsi prendere dal panico dell’evento e predisporre un pronto ed efficace intervento, sia sul posto sia con l’allerta del 118.

 

Dott. Antonio CAMBI

Il Dottor Antonio Cambi si è formato all’Università di Pisa laureandosi in Medicina e Chirurgia.
Si è poi specializzato in Medicina dello Sport ed in Medicina Interna con indirizzo d’Urgenza, e perfezionato in Medicina delle Assicurazioni (Università di Pisa) e Medicina Aeronautica e Spaziale (Università di Padova).
Il suo lavoro è andato dall’Emergenza Territoriale alla Medicina Fiscale, dalla Medicina di Famiglia nella cittadina di Usigliano di Lari, dove tutt’ora vive, alla Specialistica in Medicina dello Sport di adesso presso la Fondazione Rete PAS di Scandicci

 
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A Casciana Terme la postazione DAE n* 469

Si e’ svolta Giovedì 25 Ottobre la cerimonia della donazione di una postazione DAE presso la palestra della Scuola Elementare  “Cardelli” di Casciana Terme di via Magnani (ingresso della palestra da via Boni).

Il DAE e’ stato donato da Marco SCANU di Banca Mediolanum: presente alla cerimonia Federica DEL PUNTA di Mediolanum.

L’evento e’ stato organizzato dal Collega Dott. Antonio CAMBI

Allego di seguito cio che il Collega ha scritto sull’evento:

“Un nuovo punto di primo soccorso a Casciana Terme

La popolazione sportiva è senz’altro un settore della nostra comunità in cui la sensibilizzazione al primo soccorso cardiologico ha trovato attenzione: lo sport attivo può dar origine a circostanze in cui si rivela una malformazione che può dare esiti minacciosi per la vita dell’individuo. Oltre a casi noti che ci compaiono sui media, anche nello sport dilettantistico ed amatoriale, in cui non si gareggia con altri, l’esercizio fisico è stata la circostanza in cui si sono verificati eventi letali. La Polisportiva di Casciana Terme ha colto l’occasione degli obblighi di legge volti a dotare gli impianti sportivi del defibrillatore semi automatico, per allargare il possibile uso alle realtà circostanti ed alla popolazione. Mentre la palestrina della ginnastica posta lungo la Via del Commercio è già dotata di un defibrillatore, la palestra delle Scuole Elementari Cardelli ne era sprovvista, essendo il device in prossimità delle aule e quindi a disposizione solo nelle ore di lezione, al mattino. Grazie alla sensibilità di due operatori della Banca Mediolanum di Ponsacco, il Dr. Marco Scanu e la Sig.ra Federica Del Punta, è stata riconosciuta l’eticità della proposta di dotare tale palestra del defibrillatore e la Polisportiva di Casciana si è resa mediatrice perché uno strumento prezioso per la vita di ognuno , potesse essere lasciato in dotazione, senza intaccare le risorse economiche della società sportiva. Grazie all’intervento della associazione onlus Cecchinicuore il defibrillatore sarà posto nel corridoio d’ingresso della palestra, che ha accesso da Via Giovan Battista Boni, sul retro delle Scuole. Sarà segnalata la sua presenza da apposita segnaletica, e sarà data notizia tramite l’Amministrazione Comunale di Casciana Terme Lari, la Pro Loco , le Associazioni di volontariato, la Croce Rossa, associazioni tutte presenti alla cerimonia di consegna che si è svolta Giovedì 25 Ottobre scorso nella Palestra. La popolazione di Casciana Lari come molte realtà di paesi collinari , ha una popolazione anziana ben rappresentata anche se lo stile di vita e l’ambiente favoriscono abitudini sane. A questa fascia di residenti si aggiungono utenti delle terme e turisti provenienti anche da paesi stranieri o sedi italiane distanti, che comunque si trovano senza momentanea assistenza medica personale. Si sono verificati casi in cui si sono avuti dei decessi in camere d’albergo o agriturismo, senza che ci sia stato il minimo tentativo di soccorso. Oltre quindi alla dotazione del territorio di un ulteriore defibrillatore, già presente all’interno delle Terme e nei punti di concentrazione della popolazione, l’installazione del defibrillatore ha aperto la via all’approfondimento culturale con la possibilità di indire un corso di istruzione sul primo soccorso e le manovre rianimatorie: il Dottor Cecchini si è reso disponibile allo svolgimento di tali corsi, secondo il protocollo che ha selezionato dopo numerose esperienze, cercando di renderlo il più possibile snello nei suoi insegnamenti essenziali, pratico per gli scopi da raggiungere, fortemente motivatore per gli scopi per cui è concepito. I presenti alla piccola cerimonia di consegna erano tutti rappresentanti di varie realtà di Casciana, luogo che è da secoli in connubio con la salute per la sua attività di terme. L’invito a loro rivolto dalla Polisportiva è stato ben accetto. Ha trovato particolare attenzione l’idea di un corso di istruzione rivolto ai bambini: considerando la festa di San Genesio che si svolge alla fine di Agosto e che propone varie attività di gioco e istruzione, è stato proposto di inserire nel programma 2019 uno spazio dedicato all’argomento. Tale corso darà continuità ad altre iniziative come “Il viaggio del Globulo Rosso” sulla circolazione del sangue, presentato all’Università della Terza Età ed alla Scuola Materna di Parlascio , ed a “Cuore di mamma” presentato allo Chalet delle Terme come resoconto delle criticità riscontrate nelle visite medico sportive.
Un dialogo che continua con l’adesione alla rete di Cecchinicuoreonlus e che farà confrontare la realtà delle Colline Pisane con le sedi della Toscana ed oltre che hanno aderito al progetto, mediante lo scambio di esperienze e l’interessamento di ulteriori settori della nostra comunità. Un progetto che ha forti fondamenti culturali e che avrà il riscontro in quanti giovani si approcceranno, cercando di unire alle nozioni pratiche del soccorso, dei valori di solidarietà umana: lo sportivo che soccorre un compagno o il lavoratore, possono da questi ricevere soccorso in caso di bisogno.
Le modalità del soccorso devono essere conosciute anche da chi si trova nell’intorno di una persona colpita da un grave evento cardiaco, per agevolare gli interventi, l’accesso di mezzi, la gestione dell’ambiente circostante. E’ un elemento culturale che ha la sua importanza e che qualificherà il luogo in cui è presente. Ci auguriamo che altri esempi seguano quello degli operatori della Mediolanum investendo per migliorare la sicurezza sociale di ogni luogo.”

Un ringraziamento al Dr. Antonio CAMBI, a Marco SCANU e Federica DEL PUNTA di Banca MEDIOLANUM per l’impegno e l’attenzione alla nostra campagna per i defibrillatori pubblici.

 
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