Facebook YouTube Google Maps E-mail RSS
magnify
Home Iniziative DAE Arresto cardiaco in casa
formats

Arresto cardiaco in casa

Circa il 60% delle morti improvvise avviene tra le mura domestiche. E’ importante che nei condomini e nelle famiglie vengano diffusi i defibrillatori e diffuse le tecniche di rianimazione cardiopolmonareÈ operativo, con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale, il decreto legge per la diffusione in ambito extraospedaliero dei defibrillatori semiautomatici esterni, che potranno essere utilizzati da personale non sanitario, purché adeguatamente istruito. «Un passo importante» commenta Antonio Raviele direttore del dipartimento Cardiovascolare dell’ospedale dell’Angelo di Mestre, «ma non bisogna dimenticare che circa il 60% delle morti improvvise avviene tra le mura domestiche». «Compito dei cardiologi» avverte Raviele «rimane quello di informare i soggetti più a rischio (infartuati in giovane età o cardiopatici) e i loro familiari su come intervenire senza perdere tempo prezioso». La nuova legge renderà più semplice individuare il defibrillatore più vicino, in attesa dell’arrivo dei soccorsi «anche se» non esclude Raviele «i privati, singolarmente o a piccoli gruppi, potranno anche decidere di acquistare uno di questi dispositivi, il cui costo si aggira sui 1.000-1.500 euro».

Il decreto 8 marzo 2011, firmato di concerto dal ministero della Salute e dell’Economia, identifica i luoghi ad alta concentrazione di pubblico che dovranno dotarsi dei defibrillatori, nonché i criteri con cui le regioni dovranno istituire corsi di formazione ad hoc per il personale non sanitario; il tutto con uno stanziamento di 8 milioni di euro per il triennio 2010-2012. «In Italia sono 60.000 ogni anno i casi di morte improvvisa» spiega Raviele «decessi dovuti all’insorgenza di un’aritmia ventricolare, fatale in 10-15 minuti: un lasso di tempo troppo breve per raggiungere un ospedale». La percentuale di soggetti salvati in questo modo «potrebbe variare dal 5 al 20%» continua Raviele «dato che in caso di arresto cardiaco il tempo è un fattore vincolante: ogni minuto di ritardo costa la vita al 10% dei pazienti, perciò la tempestività d’intervento, resa possibile dal decreto, potrà fare una grande differenza in termini assoluti».

Elisabetta Lucchesini su Doctor33

 

Inserite i vostri commenti, cliccate su “comments” in basso a destra

 
 Share on Facebook Share on Twitter Share on Reddit Share on LinkedIn
No Comments  comments 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

ATTENZIONE! Rispondi alla verifica: *