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I “mandarini” del BLSD

Duecento studenti di un Liceo Scientifico ad un nostro corso BLSD

Duecento studenti di un Liceo Scientifico ad un nostro corso BLSD

Chi ormai ci segue da tempo Sa perfettamente che abbiamo una pagina Facebook con la quale  pubblicizziamo i nostri eventi e cogliamo l’occasione per confrontarci con varie persone sui temi della medicina di urgenza.

L’altro giorno e’ scoppiata una polemica tra me ed altri professionisti dei DAE.

Tra me che incoraggiavo iniziative di ogni tipo, a costo di andare nelle balere (quante volte ci sono andato…) a illustrare la facilita’ dell’impiego del DAE e del massaggio cardiaco.

Sono stato apostrofato di fare “piazzate” ridicolizzando il fatto che fornissi anche l’attestato di operatore DAE a chi assisteva ai miei corsi (che durano tre ore).

Teniamo conto che nessuno degli interlocutori erano medici e neppure infermieri, ma persone che hanno ottenuto un “brevetto” di istruttori BLSD.

Ci sono persone che si comportano come i famosi “mandarini” cinesi (quelli che avevano la cultura e se la tenevano stretta, senza diffonderla alla gente), o almeno si fingono tali, dal momento che sono sempre tentato di porre loro delle domande,  davanti ad un pubblico,apparentemente semplici di fisiopatologia cardiaca per vederli impallidire, dal momento che non sanno sostanzialmente niente non solo di cardiologia, ma neppure di medicina. Ma mi sono astenuto, almeno per il momento.

Il messaggio che deve passare, proprio perché’ proviene da una persona come il sottoscritto che la Medicina la conosce, e non solo perché’ e’ laureato in medicina, ma perché da oltre trent’anni la studia e la insegna e’ che i corsi BLSD sono INUTILI….

Si,  inutili, se li facciamo apparire come delle cose difficili, piene di inganni e trucchetti.

Inutili e dannosi se così’ fatti. e questo solo al fine  rendere chi li tiene “persone importanti” , che invece non sono.

In altre parole il BLSD nei paesi occidentali viene insegnato alle scuole medie, in molti paesi europei NON c’e’ bisogno di alcun attestato, non c’e’ bisogno di alcun addestramento, perché’ i DAE sono considerati “dumb proof” (a prova di idiota, letteralmente).

Ovviamente c’e’ un interesse economico alla base di tutte queste difficoltà’ che vengono imposte al cittadino che vuole installare un DAE nel proprio bar, albergo, palestra, piscina, etc…

L’interesse e’ che questi corsi vengo normalmente forniti a pagamento (anche 100 euro a partecipante).

Noi di CecchiniCuore li abbiamo sempre fatti GRATUITAMENTE a tutti color che ce l’hanno richiesto.

E non e’ quindi un caso che in talune regioni vengano imposti corsi addirittura di 20 ore……(in venti ora vi insegno ad applicare un pacemaker endocavitario); tanto più’ lungo e’ il corso, tanto più caro viene a costare….

Ci sono una serie di interpretazioni regionali per le quale paradossalmente chi ha il “patentino” ottenuto in toscana in linea teorica non potrebbe usare un DAE in caso di emergenza a Venezia.

Sarebbe come dire che io che ho preso la patente a Pisa 40 anni fa non potessi circolare sulle strade del Veneto od in Calabria.

Pazzie italiane, che pero’ sono legate all’interesse di chi questi corsi li fa pagare, e spesso anche salati.

Andate a chiedere a certi istruttori che ruolo abbia l’acidosi nell’arresto cardiaco o perché’ la ventilazione bocca a bocca  sia stata oramai abbandonata nella rianimazione cardiopolmonare dell’adulto e questi non sapranno cosa dirvi.

Ecco perche’ e’ necessario che le organizzazioni come le nostre si muovano per la “deregolamentazione ” del DAE, che liberi l’impiego di queste macchine salvavita da lacci e laccioli che fanno solo l’interesse di persone che hanno trovato il business.

Noi continueremo ad informare gratuitamente i cittadini sulle banali manovre salvavita e sull’impiego del DAE, perché’, proprio perché’ medici cardiologi, siamo convinti che preparare 100-200-500 espertissimi rianimatori non ridurrebbe l’incidenza improvvisa.

E certificheremo questi cittadini che ci hanno seguito nei corsi come operatori DAE.

Se informiamo con campagne di massa, faticose ma fondamentali, su come eseguire un massaggio cardiaco e su come premere uno stupido pulsante lampeggiante di un DAE, possiamo ottenere migliaia di first responders, persone in in grado di affrontare quei pochi minuti che separano l’arresto cardiaco dall’arrivo del 118.

Informare studenti, impiegati, operai su come salvare la vita. Non formare eroi. Formare persone normali.

Senza presunzione e con molta pazienza, andando dove essi lavorano, studiano o si divertono.

Questo e’ pesante ma meraviglioso, e’ una sfida.

E le sfide ci sono sempre piaciute.dilbert5

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2 Comments  comments 

2 Responses

  1. giovanniattucci

    Ti hanno fatto veramente arrabbiare!

    Conoscendo l’impegno e la professionalità che metti in questa iniziativa lo capisco bene.
    Saluti
    Giovani Attucci

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