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Se
stiamo parlando di morte improvvisa e defibrillatori automatici lo si
deve al Prof. Peter Safar, ed e' giusto rendergli omaggio (CLICCA
SULLA FRECCIA IN BASSO).
L'ideatore delle moderne tecniche di rianimazione cardiopolmonare, Peter J. Safar, ebreo austriaco, è morto a 79 anni a Pittsburgh, negli Stati Uniti.
Nato nel 1924 a Vienna, sopravvive ad un campo di sterminio nazista e nel 1949 emigra negli USA, continuando gli studi di chirurgia e oncologia all'Università di Yale.
Poco dopo inventa la tecnica A-B-C (controllo delle vie aeree, respirazione, circolazione) che comprende la respirazione bocca a bocca. Questa tecnica, più efficace rispetto ai metodi allora in vigore, ha permesso di salvare migliaia di vite.
Proseguendo nel suo lavoro, in collaborazione con James Elam mette a punto una nuova tecnica di rianimazione combinando l'A-B-C e la respirazione bocca a bocca con un particolare metodo di compressione toracica, quella che ora è universalmente nota come RCP (rianimazione cardio-polmonare). Questo tipo di compressione era in uso già dal 1800 presso le truppe militari tedesche, ma negli anni era stato abbandonato a causa della sua inefficacia. L'utilizzo congiunto della sequenza di valutazione, della respirazione bocca a bocca e delle compressioni toraciche si rivela invece la tecnica migliore per il trattamento d'urgenza in caso di arresto cardiocircolatorio.
La sua carriera, sterminata, è stata comunque legata all'Università di Pittsburgh dove ha fondato, tra le altre cose, il Safar Center for Resuscitation Research. Entrato per ben tre volte nelle nominations per il premio Nobel, la sua attività si rivolgeva alla medicina d'urgenza a tutto campo. I suoi contributi vanno dalla rianimazione cardiopolmonare, alle tecniche di terapia intensiva, allo sviluppo e all'organizzazione di sistemi di emergenza integrati. Le sue idee e il suo lavoro hanno permesso una ridefinizione dei trattamenti medici d'urgenza, configurandoli così come oggi li conosciamo.
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