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“Le Querciole” : un centro didattico per il BLSD. Oltre 60 nuovi “first responders”

La Farmacia del Dott. Ugo Mugnaini e’ stata la prima Farmacia a dotarsi di defibrillatore nella citta’ di Pisa.

Il Titolare, Dott. Ugo Mugnaini,  ha deciso di concedere gratuitamente il proprio Centro Congressi alle iniziative di CecchiniCuore e il giorno 14 Novembre u.s.  e’ stato effettuato un Corso BLSD ad oltre 60 persone sia della Federazione Italiana Nuoto che della polisportiva Pallavolo Ospedalieri di Pisa .

Personalmente intendo ringraziare il Dott Ugo Mugnaini per la concessione gratuita  di questa elegante e funzionale Sala Convegni a due passi dall’Ospedale di Cisanello.

 

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E i DAE si passano parola

 A nemmeno un mese dall’incontro e dall’installazione di due DAE presso il comune di  San Miniato, la vicina città di Empoli sembra aver aderito al passaparola dell’emergenza e del soccorso, installando 20 defibrillatori in scuole e impianti sportivi del territorio, grazie al lavoro dell’Asl 11 e della Misericordia locale.

Un grazie anche a Cabel, per aver fortemente voluto e promosso il progetto.

Qui di seguito trovate il link ad un articolo che ne parla dettagliatamente.

http://valdelsasportiva.it/news/venti-defibrillatori-alle-scuole-societa-e-impianti-sportivi-del-territori-il-progetto-realizzato-da-cabel-vede-in-prima-fila-misericordia-e-asl-11-ieri-la-cerimonia-di-consegna-guarda-il-video-su/

 

L’augurio di Cecchini Cuore, nel rallegrarsi di queste iniziative lodevoli, è che il “passaparola dei DAE” prosegua e si espanda contribuendo a rendere il nostro territorio un luogo più sicuro e protetto contro l’arresto cardiaco.

 

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Inghilterra: premiati gli Ospedali con minor mortalita’.

Meno morti, più soldi. E’ questo il principio alla base del controverso programma Advancing Quality avviato in Inghilterra, che prevede dei bonus cash agli ospedali che si distinguono per ridotto numero di decessi. La torta da spartire è pari a 4,8 milioni di sterline, ed evidentemente fa gola considerando i risultati del singolare esperimento: quasi 900 vite salvate in 18 mesi. In generale, su un periodo di un anno, i tassi di mortalità associata alle cause di decesso monitorate nel progetto hanno segnato un -6%.

Il modello è applicato anche in diversi ospedali americani e fa molto discutere. I suoi detrattori osservano infatti che un ospedale dovrebbe salvare vite ‘per definizione’, non per ricevere in cambio una ricompensa in denaro. Tant’è: in un anno e mezzo dal varo del progetto che ha coinvolto 24 strutture del National Health Service nel nord-ovest del Regno Unito, rispetto a uno stesso arco di tempo precedente all’avvio del programma, negli ospedali protagonisti del test sono morti 890 pazienti in meno.

Il dato – frutto di una ricerca condotta dagli atenei di Manchester, Nottingham, Birmingham e Cambridge, e pubblicato sul ‘New England Journal of Medicine’ – sembra insomma dar ragione ai promotori dell’iniziativa, convinti che il bonus agisca come incentivo per i medici e gli altri operatori sanitari, che in questo modo sarebbero più attenti a quello che fanno e soprattutto a come svolgono la loro attività quotidiana. I soldi aggiuntivi ricevuti non vanno ai singoli amministratori o ai vertici delle strutture, ma direttamente a sostenere le cure sanitarie. L’idea, cioè, è di innescare un circolo vizioso in grado di migliorare costantemente l’assistenza complessiva ai pazienti.

Matt Sutton, professore di economia sanitaria a Manchester, citato sul ‘Daily Mail’, fa però notare che il risultato del progetto in Gb viene contraddetto da quelli di precedenti indagini. In particolare dai dati Usa, dove il modello è nato e dove il bonus agli ospedali con meno morti non si è tradotto in benefici per i malati. La ragione, però, potrebbe essere il fatto che in Inghilterra i potenziali ‘premi’ sono più alti, quindi più motivanti.

Inoltre, negli Stati Uniti il programma ha una dimensione locale e soltanto il 5% degli ospedali vi ha preso parte. Nel Regno Unito, invece, dopo la fine dell’esperimento su 24 strutture nord-occidentali, il bonus è stato esteso a un totale di 32 ospedali della regione. I decessi che i nosocomi devono cercare di ridurre per accedere al pagamento aggiuntivo sono quelli legati a polmonite, scompenso cardiaco, attacchi di cuore, bypass cardiaco, complicazioni post-intervento di protesi d’anca o ginocchio, ictus e demenza. Un elenco diverso da quello previsto da un altro programma del Nhs britannico, esteso a tutti gli ospedali del Paese, in cui alle strutture con tassi di mortalità superiori per determinate cause vengono trattenuti dei soldi.

“Gli schemi ‘pay-for-performance’ sono ampiamente adottati – osserva Ruth McDonald della Nottingham University – ma finora ci sono scarse evidenze su un miglioramento dei risultati assistenziali. I nostri dati suggeriscono che questi programmi possono fare la differenza, ma che molto dipende da come vengono pensati e messi in pratica”

 

Fonte: AdnKronos salute

 

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Senza parole…

Ospedale, interventi chirurgici con il contagocce

All’ospedale di Pisa  garantite solo le urgenze e le operazioni salvavita, tutto il resto può aspettare salvo che sia poco costo

“Dal 1° dicembre fino a gennaio saranno garantite solo le operazioni urgenti, salvavita ed oncologiche”. Questo emerge non da comunicati stampa ufficiali dell’Azienda ospedaliera universitaria o da qualche annuncio dei sindacati, bensì dalle continue voci che da più di una settimana si rincorrono nelle corsie di Cisanello: voci di medici, infermieri e impiegati amministrativi. Voci che si dicono corrispondere alla verità. Infatti, la mannaia della spending review si abbatte anche sulla sanità pisana ed a Cisanello saranno garantite, oltre alle operazioni sopra citate, quelle programmate e di routine, a patto che non vengano eseguite in strutture o con mezzi altamente costosi.

 

 

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