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Il motivo di andare avanti

Published on 6 marzo 2013 by

Schermata 2013-03-06 a 13.23.14 Fa rabbia e tristezza la tragica morte improvvisa di un ragazzo di soli 22 anni a Pontedera, stroncato da un arresto cardiaco mentre giocava a calcetto. Fa tristezza perché è solo uno dei tanti, troppi morti che ogni anno, ogni giorno, ogni ora, sono vittime di questo killer silenzioso e sottovalutato, che si porta via 200 persone al giorno, senza weekend o feste, collezionando 70.000 morti ogni anno.

Ma fa anche rabbia; rabbia di leggere ancora, ogni giorno, di giovani pieni di vita e di progetti, che vengono uccisi dalla morte improvvisa, certo, ma soprattutto e ancora di più dall’indifferenza, dall’ignoranza e dalla disonestà di chi avrebbe il dovere legale e morale di tutelare la loro sicurezza.

E non è sufficiente che a morire fossero anche personaggi “famosi” dello sport o dello spettacolo; non è sufficiente che da settembre 2012 la legge italiana renda obbligatorio in ogni luogo in cui si pratica sport la presenza di un defibrillatore automatico o semiautomatico (DAE), unico strumento in grado di aumentare del 50 e oltre % le possibilità di sopravvivenza. Perché ancora oggi, tra l’indifferenza e il non rispetto delle normative, si continua a morire.

E questo giovane ragazzo di 22 anni non è che l’ultimo di una lunga lista, una lista fatta per la maggior parte di anonimi, di giovani sani, vitali, pieni di progetti; anonimi di cui nessuno si ricorda, tranne gli amici e le famiglie, giovani la cui morte, perché avvenuta nel momento sbagliato, non è stata nemmeno segnalata.

Eppure le cose stanno cambiando e speriamo cambieranno ancora, da quando abbiamo iniziato la nostra campagna nel 2007. Abbiamo cominciato a parlare di rianimazione cardio-polmonare e di defibrillazione precoce, abbiamo installato i primi DAE, formato i primi first responders, tutto questo tra l’indifferenza e la derisione dei molti, delle istituzioni e spesso dei colleghi, ma aiutati dalla grande sensibilità, attenzione e volontà delle persone comuni che hanno continuato  a seguirci, hanno donato DAE, hanno chiesto corsi per impararne l’uso.

E adesso, dopo 5 anni, 117 DAE installati, migliaia di operatori formati e una legge che li renderebbe obbligatori ovunque si pratichi sport, leggere notizie come questa di Pontedera ci fa male.

Ma allo stesso tempo ci stimola e ci incoraggia a continuare, a non arrenderci e a proseguire sulla strada che abbiamo scelto di percorrere, perché notizie simili portino sempre di più la coscienza del soccorso e dell’emergenza. Perché notizie così non si ripetano. Perché sempre di più si possa leggere sui giornali non di una giovane vita stroncata, ma di una giovane vita salvata. Perché, passo dopo passo, come la goccia del proverbio, anche la montagna dell’indifferenza e del non rispetto possa essere scavata e abbattuta.

Per questo non ci siamo lasciati abbattere dalle difficoltà, per questo andiamo avanti con un sorriso quando ci viene chiesto chi ce lo faccia fare. Perché la morte di questo giovane ragazzo, come quella di tanti altri, non resti una tra le tante, ma serva a cambiare qualcosa concretamente.

 
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Senza parole

Il solito copione: arresto cardiaco, assenza del DAE, rianimazione inutile.

Maestra di 34 anni stroncata da un malore a scuola

La tragedia alla elementare di Perignano. Tamara Valeriani si è accasciata in classe ed è stata portata nell’aula degli insegnanti: inutili i tentativi di soccorso. Sotto choc colleghi e alunni. Programmati i funerali

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L’interno della scuola

LARI. Una maestra di 34 anni, Tamara Valeriani, residente a Lari, è morta in seguito a un malore mente era al lavoro nella nuova scuola elementare “Sanminiatese” a Perignano di Lari. Il dramma è avvenuto alle 10,30: la maestra, cardiopatica dalla nascita, è stata colta da un malore durante una lezione, ma ha fatto in tempo a chiedere aiuto alla collega che era con lei.

LE IMMAGINI

‘Si e’ sentita male, ha chiamato le colleghe ed i bambini sono stati fatti uscire dall’aula prima che morisse». Racconta il sindaco di Lari, Mirko Terreni, che stamani era nella scuola elementare di Perignano, nel comune di Lari, dove è morta la maestra.  Nell’istituto, ha spiegato il sindaco, lavora anche una psicologa, che sta portando avanti un progetto contro l’insuccesso scolastico. «Nei prossimi giorni – ha aggiunto – il suo lavoro sarà utile anche per far comprendere ed elaborare ai bambini quanto accaduto».

I primi a prestarle soccorso sono stati l’insegnante di sostegno e la psicologa che in quel momento si trovavano nella classe. La maestra è stata portata nell’aula degli insegnanti, dove è poi morta: in pochissimi minuti è arrivata la Misericordia di Lari, mentre veniva attivato l’eliambulanza Pegaso, ma ogni tentativo di soccorso è risultato inutile.

Tamara Valeriani, oltre che un’insegnante, era anche una poetessa. Scorrendo le biografie online si scopre che aveva partecipato come scrittrice a diversi concorsi letterati, spesso con successo. La prossima settimana avrebbe dovuto ritirare un premio a Milano. Fissati i funerali: la messa sarà celebrata domani (martedì) alle 15,30 nella chiesa di Lari.

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Il risultato della conoscenza

PENTAX ImageContemporaneamente alla tragica notizia pubblicata nell’articolo che segue, allego una buona notizia. Un giovane di 21 anni e’ stato rianimato e defibrillato in una palestra di Serravalle Pistoiese .

E’ stato impiegato il DAE che lo ha riportato in vita.

Pistoia da anni ha DAE diffusi sul territorio, grazie alla capillare opera del locale 118, e questo e’ il risultato.

Un risultato che premia la conoscenza, non solo delle leggi, ma anche della medicina.

pistoia DAE

 
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Il prezzo dell’ignoranza

CalcettoAncora morti sui campi di calcetto, ancora l’assenza del DAE (previsto per Legge), ancora una storia di ignoranza, della legge  e della Medicina.

Si muore cosi’, a 16 anni, in Italia

Muore a 16 anni giocando a calcetto

Tragedia a Pompei: ragazzino stroncato da un malore. È polemica sui soccorsi: “Arrivati tardi

Tragedia su un campo di calcetto a Pompei: un ragazzino di 16 anni, Gabriele Caccavale, è morto sul colpo vittima di un malore che lo ha colpito nel corso della partita.

 

La disgrazia si è verificata intorno alle 20 di ieri, sul campo della parrocchia del Santissimo Salvatore, a pochi passo dal Santuario di Pompei. Il ragazzo era in campo solo da pochi minuti quando si è avvicinato alla panchina per bere, ma a quel punto si è sentito male, accasciandosi a terra senza vita.

Quando sono giunti i sanitari il ragazzo era già morto. È subito scoppiata la polemica sui – tardivi? – soccorsi e la rabbia degli amici e dei  familiari. “Soccorsi non tempestivi“. Ma il personale sanitario presente respinge le accuse. Mai sofferto di problemi cardiaci” , fanno sapere i genitori del ragazzo, sotto shock e senza pace per avere perso un figlio in un modo così crudele. Ora le indagini. Il magistrato ha disposto l’autopsia per accertare la causa del decesso.

 
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