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Ecco il 110* DAE della Provincia di Pisa

Corso defibrillatore – Dr. Cecchini

immagine relativa a Corso defibrillatore - Dr. Cecchini
La Polisportiva Migliarino organizza un corso di formazione all´uso del defibrillatore automatico il giorno 5 febbraio p.v alle ore 21:00 presso il Circolo Arci di Migliarino.Il corso della durata di 2,5 ore circa e che impegnerà quindi un´unica serata, sarà tenuto dal dott. Maurizio Cecchini cardiologo della Medicina di Urgenza Universitaria, medico da anni impegnato nella diffusione capillare di defibrillatori sul territorio ed è totalmente gratuito.
Anche presso il campo sportivo di Migliarino, grazie ad un accordo con l´Amministrazione Comunale di Vecchiano, che ha coperto buona parte della spesa, ed alla generosità delle famiglie dei nostri ragazzi tesserati che hanno fatto il resto, è stato installato un apparecchio defibrillatore automatico presso la medicheria.
Il corso si rivolge principalmente a tutti gli istruttori e allenatori della Polisportiva Migliarino, ma è aperto a chiunque fosse interessato a partecipare a qualsiasi titolo.

Introdurrà i lavori il dott. Piero Cibeca, medico sociale della Polisportiva Migliarino.
 
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Parlano di noi

Dal Tirreno di oggi un bell’articolo sul nostro corso di Zambra e sulla lodevole iniziativa della Polisportiva Arci di Zambra che ha acquistato, grazie a una colletta tra gli iscritti, un defibrillatore.

tirreno 5.2.13

 
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Ogni grande viaggio comincia con un piccolo passo

tirreno 3.2.13

 
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La follia al potere

Dal Corriere della Sera -Cronaca di Firenze

Addio alle guardie mediche
Da aprile la sanità cambia così

Maxiambulatori per le analisi e solo 118 per le emergenze
Firmato l’accordo: il primo nuovo centro a Scandicci

MarroniMedici (di famiglia) in prima linea nell’obiettivo di ridurre gli accessi al Pronto soccorso e i ricoveri impropri negli ospedali della Toscana. Gli strumenti a disposizione saranno le Aft (Aggregazioni Funzionali Territoriali) e le Uccp (Unità Complesse di Cure Primarie), che da aprile cominceranno a prendere forma su tutto il territorio regionale. Si potrà dire però definitivamente addio all’assistenza notturna delle guardie mediche, che tireranno giù il «bandone» da mezzanotte alle 8 del mattino. L’assessore regionale alla salute Luigi Marroni (nella foto) ha siglato ieri l’accordo con i rappresentanti dei medici di famiglia, portando così a casa la firma più importate per il nuovo piano sanitario della Toscana: «Aft e Uccp sono il cuore della riforma, che aumenta quantità e qualità delle cure per i nostri cittadini» assicura Marroni, che esulta «Ora si può finalmente partire». I primi segnali della cura (non solo economica) della sanità toscana si avranno però solo da aprile, con la speranza di un’entrata a regime entro la fine dell’anno. Se tutto va nel verso giusto (e soprattutto con i tempi previsti), gli accessi al Pronto soccorso e i ricoveri negli ospedali della Toscana avranno una sensibile diminuzione. Come? Prima di tutto si punterà alle Uccp, una sorta di maxiambulatori dove i pazienti si potranno sottoporre alla diagnosi di primo livello: prelievi, ecografie, elettrocardiogrammi, in una struttura che prevede la presenza di infermieri, medici di base, (forse) anche pediatri, più altri specialisti. Entro il 2014 la Regione punta ad attivarne 50, ma tutto dipenderà anche dalle strutture: in alcuni centri si potrà fare subito ricorso — ad esempio — anche alle Misericordie, ad ospedali dismessi, ma non a Firenze: si sta ancora valutando lo stabile da utilizzare. È invece quasi tutto pronto a Scandicci, dove — assicura il segretario regionale della Fimmg (Federazione Italiana Medici Medicina Generale) Vittorio Boscherini — «dal 1 aprile apriremo la prima struttura». Poi ci sono gli Aft, che non sono strutture fisiche, ma aggregazioni di medici. Ovvero: il medico di famiglia sarà «aiutato» da colleghi con ulteriori competenze a gestire situazioni di assistenza più complicate, evitando così ricoveri impropri. Anche qui lo stesso principio: non affollare corsie di ospedali o sale di attesa al Pronto Soccorso. Ogni «squadra» di Aft sarà composta dai 20 ai 25 medici di medicina generale (Mmg) e fino a un massimo di 6 di continuità assistenziale, meglio conosciuti come guardie mediche, che entreranno però in funzione negli orari lasciati scoperti dai colleghi di medicina generale. In tutta la Regione si prevedono circa 100 Aft, ognuna di queste con un bacino di riferimento di 30 mila abitanti. Quando partiranno le Aft nei territori cominceranno a sospendere l’attività notturna le guardie mediche, e così da mezzanotte alle 8 per le emergenze si potrà fare ricorso soltanto al 118. Ed è proprio questo che non convince l’Intersindacale medica, veterinaria e sanitaria, che si era già duramente espressa a inizio gennaio, ritenendo che «la riduzione dei punti di emergenza territoriale, la demedicalizzazione delle autoambulanze, il trasferimento dei medici di continuità assistenziale a un servizio prevalentemente diurno» comporterà «un peggioramento dell’attività del Pronto Soccorso che rimarrà l’unica struttura sanitaria aperta per i cittadini durante il periodo notturno e festivo».

Gaetano Cervone

 
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