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Il cuore del Battaglione Tuscania

写真-6  Quella del 6 febbraio è stata per gli ufficiali del Primo Battaglione Tuscania di Livorno un’esercitazione speciale.

Si è tenuto infatti, presso la Caserma di Livorno, il corso BLS-D tenuto da Cecchini cuore alla quale hanno partecipato una ventina di ufficiali tra cui gli ufficiali sanitari Tenente Colonnello Andrea Tessarolo, Capitano Lucia Micheletti  e Maresciallo Paolo Camillini.

Il corso, tenuto dal Dott. Cecchini e seguito con grandissima attenzione e partecipazione, è durato un paio di ore ha formato pertanto altrettanti “first responders” dell’emergenza cardiaca. First responders davvero speciali per il ruolo che ricoprono.

Da sempre impegnato in ogni modo possibile per la sicurezza nazionale e internazionale, il Tuscania non poteva certo non essere sensibile al grande problema della morte improvvisa che, con i suoi 70.000 morti all’anno nella sola Italia è una vera propria guerra. Una guerra silenziosa e “pulita”, dove non si vede sangue e non si sente sparare, ma che uccide ogni giorno con casualità crudele circa 200 persone. Una guerra nella quale non ci sono strategie o mosse preventive se non la preparazione, la conoscenza e la presenza dell’unica arma efficace: il defibrillatore.

E per un corpo, quello dei Carabinieri, che da sempre è impegnato e impiegato capillarmente sul territorio, vicino alle persone, per le persone, dai grandi centri ai piccoli agglomerati urbani in cui la figura ufficiale è un riferimento per tutti, la conoscenza dell’impiego e la diffusione di questi importantissimi strumenti salvavita è sicuramente fondamentale. Sia per chi svolge la sua missione in pace sia per chi si trova, come spesso i membri del Tuscania, in zone disagiate e pericolose nelle quali potrebbero essere l’unica speranza anche in caso di emergenza sanitaria.

Cecchini cuore desidera per questo ringraziare tutti coloro che hanno partecipato, seguendo con interesse e ponendo domande. Un grazie di cuore a chi ha voluto e organizzato questo corso e un augurio che possa essere il primo di molti, in una sinergia che porti a combattere e vincere sempre più battaglie contro la morte improvvisa.

Clicca qui per le foto dell’evento

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Migliarino: 110 con lode

 

写真     Si è tenuto, il 5 febbraio 2013 alle ore 21, presso la Polisportiva di Migliarino, il corso BLS-D per l’installazione del 110mo DAE della campagna di Cecchini Cuore “Tre minuti per il cuore”, che e’ stato installato presso la Polisportiva stessa e acquistato grazie alla partecipazione di tutti gli iscritti. Il corso, tenuto dal Dott. Cecchini, ha raccolto una quarantina di persone tra cui allenatori e dipendenti della polisportiva, nonché il medico sociale della stessa.

Al termine del corso sono stati rilasciati altrettanti certificati ai partecipanti, portando così il numero dei “first responders” formati dalla nostra campagna a oltre 4000.

Cecchini Cuore vuole ringraziare l’amico Mauro Tagliaferri e i partecipanti tutti per la sensibilità al grande problema della morte improvvisa e per la loro entusiastica adesione alla nostra campagna.

Qui di seguito potete leggere il bel comunicato stampa e vedere alcune immagini dell’evento. Read more…

 
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In Italia sono 30.000 i “first responders” per il BLSD: ne occorrerebbero almeno il triplo

cuore-300x300Una preparazione adeguata, la rapidità d’intervento e uno strumento come il defibrillatore semiautomatico esterno (Dae), basterebbero per salvare migliaia di vite colpite da infarto. “Ma in Italia – afferma all’Adnkronos Salute Maurizio Santomauro, presidente dell’Associazione emergenze cardiologiche (Giac) e cardiologo all’università Federico II di Napoli – sono solo 30 mila i cittadini ad avere l’abilitazione. E ne servirebbero almeno il triplo per raggiungere in maniera significativa tutte le realtà sul territorio previste dalla norma del decreto Balduzzi. MI ASPETTO che la nuova legge preveda un albo che certifichi i soggetti che formano gli operatori, così da garantire la qualità e la sicurezza dei corsi. E’ bene ricordare che il 2-3% dei casi di infarto del miocardio, che colpisce 50 mila italiani ogni anno, è salvato con l’utilizzo di un defibrillatore. Dobbiamo lanciare quindi un messaggio alle migliaia di piccole società sportive e alle palestre che non hanno ancora acquistato lo strumento salvavita affinché in questi mesi si mettano in regola PER NON FINIRE FUORILEGGE. Non potrà certo essere solo un singolo all’interno della struttura ad essere abilitato ma serviranno almeno 4 o 5 persone. In base alla frequenza, all’età del pubblico e alle attività sportive svolte. Nella prossima legge MI ASPETTO che vengano inseriti anche i requisiti per poter essere riconosciuti come centro di formazione per cardio-rianimatori. Un albo ufficiale dove, in base a requisiti oggettivi, si possano iscrivere ed essere valutati società scientifiche e associazioni così da garantire anche un controllo di qualità. Oggi esiste un elenco regionale depositato presso la centrale operativa dei 118 dove sono depositati i nomi delle persone abilitate all’uso del defibrillatore. L’ostacolo principale che frena la diffusione dei defribillatori in strutture sportive amatoriali non è il prezzo, ma la paura delle responsabilità di tipo medico legale nell’uso del Dae da parte di chi non ha una qualifica sanitaria, i cosiddetti ‘laici’. Ma – spiega – è solo l’ignoranza della normativa perchè la legge 69 del 2004, che modifica la legge 120 del 2001 estendendo l’uso del Dae, consente anche l’uso del defibrillatore semiautomatico al personale non sanitario che abbia ricevuto una formazione specifica nelle attività di rianimazione cardio-polmonare. E l’operatore che somministra lo shock elettrico con il Dae è responsabile non della corretta indicazione alla defibrillazione, che è decisa dall’apparecchio, ma dell’esecuzione di questa manovra in condizioni di sicurezza. Inoltre per salvaguardare chi presta il primo soccorso c’è lo “STATO DI NECESSITA”’ ovvero una causa di giustificazione prevista dall’articolo 54 del CODICE PENALE: “‘non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di salvare sé o altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona, pericolo da lui non volontariamente causato, né altrimenti evitabile, sempre che il fatto sia proporzionato al pericolo”. Oggi il problema principale della carenza dei Dae si vive nei luoghi dove avvengono le manifestazioni sportive dilettantistiche perchè in questi eventi non è obbligatorio la presenza del medico o dell’autoambulanza, previsti invece nelle competizioni professionistiche. Ma il problema del primo soccorso cardiaco si vive anche nelle SCUOLE, nelle UNIVERSITA’, sui MEZZI DI TRASPORTO come i treni o i traghetti. In questi luoghi pubblici le REGIONI dovranno predisporre la presenza del defibrillatore.

 
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Tutti pronti?

 
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