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Il grido dei muti

 

Ho letto questo post inviato dall’ amico Antonio su FB: so che non ha niente a che fare con la medicina di urgenza.

Ma se un essere umano ritiene che non vi sia altro modo di far sentire la sua voce che morire in questo modo, ho pensato che fosse mio dovere pubblicarla, a nome di tutti coloro che non hanno le nostre meravigliose possibilita’ di informazione

 

“E’ stato assegnato il premio nobel per la pace all’UE (Unione Europea) mentre il Tibet, e non solo, è in fiamme. Una studentessa di 17 anni si è auto-immolata per protesta a Dokarmo. Migliaia di persone sono morte, torturate, altre seguono la via dell’esilio per scappare dall’oppressione del potere cinese. E’ sconcertante come la parola “pace” venga totalmente ingannata da stratagemmi mediatici di stampo governativo e imperialista. Nessun Paese vuole boicottare il governo cinese, nessun Paese vuole compromettere i suoi interessi, non c’è stata alcuna posizione concreta, tutti impotenti nei confronti di quella dittatura militare responsabile di queste violenze.”

 
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Il freddo fa bene


Si raccomanda che i sopravvissuti in stato di coma, dopo arresto cardiaco extraospedaliero, debbano essere mantenuti tra 32° e 34°C per 12-24 ore. Tuttavia, il livello ottimale di raffreddamento è sconosciuto. Lo scopo di questo studio pilota era di ottenere dati iniziali sull’effetto di diversi livelli di ipotermia. È stato ipotizzato a più basse temperature corrispondano una migliore sopravvivenza e l’esito neurologico. I pazienti erano eleggibili se avevano un testimone dell’arresto cardiaco extraospedaliero, avvenuto da marzo 2008 ad agosto 2011. Il target di temperatura è stato assegnato in modo casuale a 32° C o 34° C. L’arruolamento è stato stratificato sulla base del ritmo defibrillabile iniziale o asistolia. La temperatura target è stata mantenuta per 24 ore seguita da 12 a 24 ore di riscaldamento controllato. L’end point primario era la sopravvivenza libera dalla dipendenza grave (punteggio di Barthel Index ≥ 60 punti) a 6 mesi. Trentasei pazienti sono stati arruolati nello studio (26 ritmo defibrillabile, 10 asistolia), con 18 assegnati a 34°C e 18 a 32°C. Otto dei 18 pazienti nel gruppo 32°C (44,4%) ha raggiunto l’end point primario rispetto a 2 di 18 del gruppo 34°C (11,1%) (log-rank p=0.12). Tutti i pazienti con asistolia al basale sono morti prima di 6 mesi in entrambi i gruppi. Otto su 13 pazienti con iniziale ritmo defibrillabile assegnato a 32°C (61,5%) erano vivi liberi dalla dipendenza grave a 6 mesi rispetto a 2 su 13 (15,4%) assegnati a 34°C (log-rank p=0,029). L’incidenza di complicanze è risultata simile in entrambi i gruppi, tranne per l’incidenza di convulsioni, che era più bassa (1 vs 11; p=0,0002) nei pazienti assegnati a 32°C rispetto ai 34°C. Al contrario, non vi è una tendenza verso una maggiore incidenza di bradicardia (7 contro 2; P=0,054) nei pazienti assegnati a 32°C. Anche se i livelli di potassio sono diminuiti in misura maggiore in pazienti assegnati a 32°C, l’incidenza di ipokaliemia era simile in entrambi i gruppi.

Da CardioLink.  Fonte: Circulation 2012; 126: 2826-2833.

 
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Dacci oggi la nostra idiozia quotidiana

Oltre 7.300 posti letti in meno negli ospedali. E’ il taglio previsto dalla riorganizzazione della rete ospedaliera, alla luce dei parametri fissati dalla spending review. Non c’è motivo di allarmarsi, però, secondo il ministro della Salute, Renato Balduzzi: “La preoccupazione ‘Oddio, non ci sarà il posto letto per me’ non ha ragion d’essere. I numeri che diffondiamo oggi servono anche a sedare questi timori”, ha affermato nel corso di una conferenza stampa al ministero per fare chiarezza sugli effetti delle ultime manovre per il riequilibrio dei conti.

Nel dettaglio, secondo la tabella diffusa oggi dal ministero, i posti letto passano dai 231.707 censiti al primo gennaio 2012 a 224.318 dopo la spending review: i posti per acuto devono essere ridotti da 195.922 a 181.879, con un taglio di oltre 14 mila unità, mentre quelli per la post-acuzie devono aumentare da 35.785 a 42.438. Il ‘saldo’ finale è di 7.389 posti in letto in meno nel complesso, con differenze anche significative fra le regioni.

Trattoda Quotivadis

 

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Parlano del 104esimo DAE di Pisa

 
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