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Come un elettrodomestico

1E’ da inizio campagna che a noi di Cecchini Cuore piace mostrare quanto il Defibrillatore semiautomatico sia uno strumento non di semplice, ma di semplicissimo uso.

E ancora di più sentiamo questa necessità di ribadire questo concetto, proprio a fronte della nascita di tante, tantissime scuole di formazione che fanno dell’insegnare l’utilizzo del DAE un commercio di conoscenza davvero disonesto, non solo ai danni di chi, come noi e come altri amici sparsi in tutta Italia, porta avanti la diffusione di questi semplici strumenti in maniera silenziosa e gratuita; ma anche e soprattutto ai danni di tutti i cittadini che vengono in questo modo spaventati e allontanati dall’apprendimento di una tecnica che, attraverso un semplice tasto, può salvare una vita.

Il perché di questa scelta non ci è chiara, visto che lo scopo che dovrebbe accomunarci tutti è quello di creare una mentalità di soccorso ed emergenza per poter salvare, grazie proprio alle persone comuni (come la sottoscritta e come noi tutti che non siamo professionisti del soccorso) almeno la metà delle vittime dell’arresto cardiaco. Pensiamoci un momento: si parla di 35000 persone salve ogni anno potenzialmente salvate… non so a voi, a me mette i brividi.

Eppure salvare una vita con un DAE è molto più semplice che toglierla… perché il DAE fa tutto, ci guida passo passo e controlla che facciamo correttamente quello che chiede. Non ci sono responsabilità o scelte da compiere… non ci sono diagnosi al volo o ipotesi più o meno rischiose… quello che ci viene richiesto è di essere il braccio del DAE, almeno fino a che non inventeranno il defibrillatore robot…

Pensateci un attimo, pensate alla sequenza di eventi dell’intervento… appena viene portato il DAE e viene acceso inizia a dare, a voce alta, le istruzioni. Ripete la stessa istruzione fino a che non sente che è stata eseguita. Analizza il ritmo cardiaco della vittima e decide se scaricare o se non farlo. In ogni caso avvisa su cosa sta per fare e in caso di shock consigliato aspetta che il tasto di scarica (che solo allora sarà pronto) venga premuto. E poi, come se non bastasse, dà dettagliate istruzioni per il massaggio cardiaco. 

Ora, come possano essere impiegate 8 ore di corso per insegnare ad usare uno strumento così intuitivo e dettagliato, non riesco onestamente a immaginarlo… personalmente ritengo molto più complicato e pericoloso il mio mixer per tritare la verdura di casa, eppure mi è stato venduto senza alcun problema e nessuno mi ha proposto un corso per usarlo… ho solo avuto in mano un libretto di 20 pagine in 6 lingue con le istruzioni di base e l’avvertenza di “non metterci le dita dentro” e “non farlo usare ai bambini”.

Per questo, da inizio campagna, nel 2007, noi di Cecchini Cuore continuiamo a batterci perché i DAE vengano liberalizzati completamente. Perché sono semplici. Dettagliati. Assolutamente sicuri. Innocui sotto ogni aspetto ma estremamente utili per salvare una vita. Non serve essere professionisti per usare un DAE. Non serve nemmeno saper leggere. Basta conoscere la propria lingua e avere due braccia.

Per questo è molto più semplice premere il tasto di scarica e salvare una vita, che un grilletto e toglierla.

Per questo vorremmo che tutti voi, che tutti noi, non scordassimo mai che salvare una vita in un arresto cardiaco è una cosa alla portata di tutti e che tutti possono fare con un semplice tasto.

Un gesto davvero per ogni mano.

Grazie.

Michiyo Takagawa,
Vicepresidente Cecchini Cuore Onlus