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Ecco il primo morto della Regione Toscana: non c’era il DAE. Complimenti !

Malore in palestra, muore a 48 anni

Grosseto: Alessandro Lesi si è sentito male mentre faceva un corso di spinning. Lavorava al call center della Telecom. Un infermiere l’ha soccorso negli spogliatoidi Elisabetta Giorgi

GROSSETO. Si è sentito male mentre faceva esercizi in palestra. Un malore che non gli ha lasciato scampo, nella serata di giovedì 8 gennaio, nella struttura Life di Grosseto, in via Alberto Sordi.

Alessandro Lesi, 48 anni, grossetano, intorno alle 19,30 stava facendo un corso di spinning al quale era abbonato e che frequentava assiduamente da tempo – da appassionato utente della Life – quando ha accusato un malore con molta probabilità di origine cardiaca. A quel punto ha sospeso gli esercizi ed è sceso negli spogliatoi. Stava male. Gli ha prestato soccorso un altro frequentatore della Life, di professione infermiere, il quale non ha esitato a riconoscere sintomi gravissimi e ha tentato – sempre nello spogliatoio – un disperato massaggio cardiaco. Il personale della palestra si è prestato subito a fornire ogni aiuto possibile.

Sono scattati i soccorsi. E’ stato chiamato il 118 e un’ambulanza si è precipitata sul posto prelevando l’uomo accasciato e che già era in condizioni gravissime. Lesi è stato portato in ambulanza all’ospedale di Grosseto.

E’  morto in ospedale.

Senza famiglia, dipendente della Telecom, appassionato di motori –  era frequentatore del Motoclub Maremmascrambler – Alessandro aveva tanti hobby, tanti interessi. “Veniva sempre da noi – raccontano dalla palestra – Era uno di noi, spesso restava a cena nel nostro ristorante. Lo conoscevamo bene, era una brava persona, per noi un caro amico”.

Lesi era dipendente della Telecom da anni, nel call center. Lavorava in via Manetta a Grosseto, nel settore delle conciliazioni.

 

L’obbligo dei DAE nelle palestre sarebbe scattato 8 giorni fa se il Consiglio della Regione Toscana non avesse procrastinato la data al 1 Ottobre 2015.

Se ci fosse stato un defibrillatore nella palestra, probabilmente quest’uomo sarebbe  salvo.

Complimenti ai nostri governanti regionali

 

2 Responses

  1. Ricky

    Non se ne può davvero più di sentire certe notizie, 48 anni. Mi è capitato di passare per Lugano e lá i defibrillatori sono dappertutto. Possibile che la parola prevenzione non esista nemmeno per cose di fondamentale importanza/urgenza? buona giornata caro dottore.

  2. Il problema è culturale. In Italia c è una mentalità fatalista….”di qualcosa bisogna morire….”…” Colpa del destino..”
    D altra parte solo in Italia si crede alla fluidificazione del sangue di san Gennaro.
    E quindi continueremo a morire.
    E nessuno si domanda perché San Gennaro non poteva evitare la morte di quel bambino o di quella brava persona.