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La parola che spaventa noi Italiani

gratisFinisce con la “S” , ma non e’ AIDS.

Quello che spaventa noi italiani e’ la parola GRATIS.

Dalla Treccani ricavo la etimologia:

gràtis avv. [voce lat., forma contratta di gratiis, abl. pl. di gratia «grazia»]. – Gratuitamente, senza pagamento, senza compenso: lavorare, insegnare g.; la rivista si spedisce g. a tutti i soci; godersi g. uno spettacolo. Spesso rafforzato, spec. in frasi ironiche, dall’espressione latina et amore (Dei) «e per amore (di Dio)»: dare, fare qualcosa g. et amore (Dei)….

In questi 34 anni che mi occupo di diffondere le manovre di rianimazione cardiopolmonare e, negli ultimi 8-10 anni sull’uso  del defibrillatore semi-automatico (DAE) non ho trovato un medico od un infermiere che costantemente mi abbia dato una mano.

Una sola persona compie quotidianamente un lavoro silenzioso ed impagabile: la nostra Michiyo Takagawa, giapponese,  abita a Torino,  che con pazienza nipponica registra i quasi 8000 “first risponders” , per abilitarli – come si suol dire – all’uso del DAE. Che prepara gli opuscoli, li stampa, li diffonde. Lei che ha voluto diventare istruttrice BLSD, pur essendo una grafica di professione.

Si, qualcuno c’e’ stato, per carità’…una settimana, un corso, un mese…ma poi hanno tutti impegni inevitabili, irrevocabili.e …..Stop.

Neppure uno dei tanti che hanno fatto i lgiuramentoi di Ippocrate  si e’ mai degnato di dire…hai bisogno?  posso fare qualcosa?

Perche’ e’ bello mettersi in mostra alle inaugurazioni, con tanto di divisa o giacca e cravatta in attesa del politico di turno che ti faccia i complimenti pubblici.

Il problema e’ tenere più di 320 corsi DAE gratuiti, caricando in macchina manichini, proiettore, telo, simulatori, stampare opuscoli, rispondere alle mail…. e poi tornare a casa, e scaricare tutto quanto.

Andare nei circolino di periferia, nelle scuole nelle fabbriche…..nelle piazze.

A far vedere come si fa un massaggio cardiaco ben fatto, come sia semplice usare un DAE.

E li’..casca l’asino.

Ed il motivo e’ psicologicamente semplice…

Se fai capire quanto sia facile tentare di salvare una vita , talmente semplice che i bambini di tutta Europa lo sanno fare, riduci il tuo valore.

Non lo salvi perche’ e’ semplice farlo davvero….ma perché’ fai capire che non occorrono lauree per salvare una persona.

Il tuo ruolo quindi e’ ridotto , annientato.

Se ce la può’ fare il giornalaio, il panettiere, lo scienziato nucleare (persone quindi che non sanno niente di medicina…) vuol dire che per salvare una persona qualsiasi può’ salvare una persona in arresto cardiaco!

Ecco perche’ stiamo sulle scatole a tanti: perché’ dimostriamo questo…la semplicità’.

Per premere su un torace , per premere un pulsante di una macchina intelligente NON occorre essere medici od infermieri.

E la ventilazione bocca a bocca non solo non serve, ma aumenta la mortalità’, quando eseguita dai laici.

Ma dire, sostenere, diffondere queste cose invece di metterti in luce fa si che ti additino come un untore.

Benché l’ AHA ti dia ragione, benché con queste tecniche banali che diffondiamo abbiano salvato a Pisa 8 persone su 11 in arresto (72.7%)

Stiamo sulle scatole a chi fa i corsi a pagamento…e NE SIAMO FIERI.

Diffondendo concetti sconosciuti perfino  ai “docenti” di corsi a pagamento per i quali l’acidosi metabolica ed il ruolo del rene e della perfusione renale sono argomenti del tutto alieni.

Perche’ , come mi pare dicesse Einstein, “non sai niente se non lo sai spiegare a tua nonna”

Per insegnare occorre sapere , studiare, conoscere, avere esperienza.

Cosa che manca a tanti “istruttori ” ai quali piace avere una bella etichetta sulla giacca “Istruttore BLSD”.

E pensano che la reazione di Henderson- Hasselbach sia una tremenda malattia infettiva.

Incurabile.

Maurizio Cecchini

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La scossa che fa volare il cuore – 46.sima Brigata Aerea

il CREST che ci e' stato donato dalla 46esima Brigata Aerea

il CREST che ci e’ stato donato dalla 46esima Brigata Aerea

Il giorno 16 Marzo la 46ª Brigata Aerea di Pisa ha scritto un’altra pagina, non di storia, ma di progresso  sociale che la qualifica come il primo ente operativo di forza armata ad essere cardio protetto.

Grazie, infatti al progetto ideato e promosso dal Tenente Daniele BITTI  si è provveduto all’acquisizione ed installazione di n. 10 DAE(Defibrillatore Automatico Esterno) che garantiscono una copertura capillare ed omogenea del territorio aeroportuale che consentono tempi di intervento minimi.

Sono stati, inoltre organizzati dei corsi “BLS-D”  gratuiti (Basic Life Support – Defibrillation),  per l’ utilizzo dei defibrillatori,  tenuti dal dottor Maurizio Cecchini.

Presidente della Cecchini Cuore Onlus, il dottor Cecchini è un noto cardiologo pisano nonché presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana.

La CecchiniCuore è impegnata in prima linea da decenni nella diffusione della cultura del primo soccorso cordiaco. Ha giocato un ruolo da protagonista sul territorio regionale e non, ed anche grazie al suo attivo impegno la città di Pisa risulta oggi la piu cardio protetta d’Italia con ben 334 postazioni DAE distribuite sul territorio.

All’evento in oggetto ha preso parte anche il Signor Pietro Proietti, Presidente nazionale Assofly Onlus, promotore della Cecchini Cuore ed ex della Brigata.

La possibilità di rianimazione efficace sul territorio si aggira attorno all’1%, gli ultimi studi europei hanno dimostrato che con l’impiego dei defibrillatori automatici la percentuale di sopravvivenza sale a valori compresi tra il 25% ed il 74%; si capisce come tali apparecchi siano indispensabili per la sopravvivenza in caso di fibrillazione ventricolare.

La 46ª Brigata Aerea di Pisa assicura impegno costante a favore del cittadino come strumento unico ed insostituibile al servizio del vivere comune 24 ore al giorno, 365 giorni all’anno come dimostra il conferimento della Medaglia D’oro “Al merito della Sanità Pubblica” assegnatale dal Ministero della Salute nel 2010.

Con queste nuyove 10 macchine siamo a quota  334 DAE pubblici

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Il Tenente Daniele BITTI nella prolusione al Corso

 
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L’ arresto cardiaco non rispetta la proroga….

IMG_3331L’arresto cardiaco non rispetta la proroga

Il 24 marzo ricorrerà il 4° anniversario della morte di Vigor Bovolenta: proprio in conseguenza della sua scomparsa, seguita dopo poche settimane da quella del calciatore Pier Mario Morosini, venne introdotto nel nostro Paese l’obbligo di dotazione dei defibrillatori negli impianti sportivi dando tempo 30 mesi (2 anni e mezzo!) alle società per mettersi in regola. Lo scorso 20 gennaio, scadenza del termine, il Ministero della Salute ha INSPIEGABILMENTE prorogato di altri 6 mesi il termine per il settore sportivo dilettantistico, tutelando la continuità delle attività delle società sportive anziché la salute degli atleti. Lo scorso anno in Lombardia le percentuali di sopravvivenza in caso di arresto cardiaco in ambiente extraospedaliero sono state del 12,5% ma, prendendo in esame i casi avvenuti nei soli impianti sportivi, la percentuale sale al 50%: questa differenza è dovuta all’aumento della presenza dei defibrillatori determinata dagli effetti del decreto ora prorogato. La pericolosità di questa scelta è stata purtroppo confermata dalle morti di tre giovani di 9, 13 e 17 anni avvenute nelle scorse settimane in impianti sportivi non dotati del prezioso apparecchio.

Le associazioni da tempo impegnate nella lotta contro l’arresto cardiaco e nella diffusione dei defibrillatori hanno attivato una pagina Facebook “L’arresto cardiaco non rispetta la proroga” con la quale intendono sensibilizzare presidenti e dirigenti delle associazioni sportive affinché si dotino al più presto del prezioso strumento SALVAVITA, andando oltre il cinismo delle istituzioni. Nella pagina saranno ospitate anche testimonianze e appelli di chi è stato direttamente o indirettamente toccato da un arresto cardiaco improvviso e coinvolte tutte le associazioni sportive che hanno “a cuore” la salute dei propri iscritti in un grande social flash-mob fotografico: atleti in tenuta sportiva stesi a terra a rappresentare le vittime di questa assurda proroga. All’iniziativa virtuale farà seguito, sabato 26 marzo, un flash-mob nelle piazze di molte città Italiane.

Contestualmente le associazioni proponenti chiedono al mondo politico un intervento legislativo mirato alla liberalizzazione dell’uso del defibrillatore semiautomatico, slegandolo da obblighi formativi e autorizzativi.

La norma dovrebbe contenere una semplice frase aggiunta all’Art. 1, comma 1 della legge 03/04/2001 n. 120, G.U. 14/04/2001 n. 88, ovvero:

Articolo 1, comma 1

E’ consentito l’uso del defibrillatore semiautomatico in sede extra ospedaliera anche al personale sanitario non medico, nonché al personale non sanitario che abbia ricevuto una formazione specifica nelle attività di rianimazione cardio-polmonare. “In caso di necessità e in assenza di personale addestrato, chiunque può utilizzare un defibrillatore automatico o semiautomatico esterno”

Comitato scientifico

 

D.ssa Daniela Aschieri               Dr. Maurizio Cecchini             Dr. Antonio Carpagnano

 

Promuovono l’iniziativa le associazioni : Progetto Vita Piacenza, CecchiniCuore-Pisa, Noi non ci lasceremo mai – Ravenna, Fondazione Giorgio Castelli-Roma, Sessantamilavitedasalvare- Progetto Vita Altomilanese, Progetto Vita Piemonte, Progetto Vita – Sanremo, Mirco Ungaretti-Lucca, Roberto Pardini, Viareggio, Bat Cuore-Barletta, Brianza per il Cuore – Monza, Progetto Vita Padova, Brianza 3.0, Niccotestini – Firenze, Padova fa Battere il Cuore, Associazione Gianluca nel cuore-Corte Franca (BS)

D.ssa Daniela Aschieri, Dott. Maurizio Cecchini, Federica Lisi Bovolenta, Dott. Vincenzo Castelli, Mirco Jurinovich, Marcello Segre, Paola Arrigoni, Stefano Ungaretti, Andrea Pardini, Dott. Antonio Carpagnano, Laura Colombo Vago, Dott. Alessandro Zorzi, D.ssa Laura Valagussa, Andrea Enea, Morena Masini, Dott. Andrea Ghidini Ottonelli, D.ssa Luisa Cacciavillani

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Il cuore della TRINSEO

_images_Trinseo_logo-gif_100_700_700Come ben sapete i nostri Corsi BLSD sono sempre stati gratuiti e talora (non frequentemente,  devo ammettere) qualcuno fa qualche piccola donazione alla nostra Onlus, che ci permette di tirare avanti e far fronte alle spese quotidiane.

Mesi fa avevamo tenuto un Corso alle maestranze della  TRINSEO di Livorno: oggi abbiamo ricevuto un bellissimo dono: 4 pacchi batterie per defibrillatori.

Un’idea brillante che ci permettyera’ di cvenire incontro a quelle piccole realta’ (scuole, circoli) per le quali la sostituzione delle batterie ogni 4 anni puo’ creare problemi di tipo economico.

E’ questo un gesto che ci riempie di soddisfazione, perche’ ci permette ancora di piu’ di essere vicini ai bisogni delle persone: un gesto quindi di intelligente solidarieta’ che ci incoraggia a fare ancora di piu’ e meglio.

Un ringraziamento quindi al Direttore dello Stabilimento della TRINSEO di Livorno, Ing. Fabio CATALDI, ed un saluto a tutti i lavoratori di quello stabilimento.

Maurizio Cecchini

I 4 pacchi batteria donati dalla TRINSEO di Livorno  alla CecchiniOnlus

I 4 pacchi batteria donati dalla TRINSEO di Livorno alla CecchiniOnlus