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DAE? Roba da bambini…

 

 

bambini DAESi è tenuto ieri, alla scuola materna ed elementare parificata di Migliarino, il corso di BLS-D tenuto dal dott. Maurizio Cecchini al quale hanno partecipato personale scolastico e infermieri che hanno così ricevuto l’attestato di operatori DAE diventando di fatto “first responders” dell’emergenza cardiaca.

Il corso, tenutosi nella sala multimediale della scuola, sala creata e voluta dalla Madre Superiora della Scuola, Suor Lucia, è stato a seguito del DAE, il 105simo della provincia di Pisa, ma il primo in Italia installato in una scuola materna, che era stato donato a dicembre 2012 dalla Famiglia Proti, Dae questo dotato di piastre pediatriche proprio in virtù della sua collocazione.

Cecchini Cuore ringrazia sentitamente la Famiglia Proti, il Collega Giorgio Marianetti e Madre Superiora, Suor Lucia,  per l’entusiasmo, la lungimiranza, la sensibilità e la generosità dimostrate nell’aderire a questo importante progetto. 

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La nostra campagna non si ferma

Tirreno 7.3.13NAZIONE 6.3.13

 
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Il motivo di andare avanti

Schermata 2013-03-06 a 13.23.14 Fa rabbia e tristezza la tragica morte improvvisa di un ragazzo di soli 22 anni a Pontedera, stroncato da un arresto cardiaco mentre giocava a calcetto. Fa tristezza perché è solo uno dei tanti, troppi morti che ogni anno, ogni giorno, ogni ora, sono vittime di questo killer silenzioso e sottovalutato, che si porta via 200 persone al giorno, senza weekend o feste, collezionando 70.000 morti ogni anno.

Ma fa anche rabbia; rabbia di leggere ancora, ogni giorno, di giovani pieni di vita e di progetti, che vengono uccisi dalla morte improvvisa, certo, ma soprattutto e ancora di più dall’indifferenza, dall’ignoranza e dalla disonestà di chi avrebbe il dovere legale e morale di tutelare la loro sicurezza.

E non è sufficiente che a morire fossero anche personaggi “famosi” dello sport o dello spettacolo; non è sufficiente che da settembre 2012 la legge italiana renda obbligatorio in ogni luogo in cui si pratica sport la presenza di un defibrillatore automatico o semiautomatico (DAE), unico strumento in grado di aumentare del 50 e oltre % le possibilità di sopravvivenza. Perché ancora oggi, tra l’indifferenza e il non rispetto delle normative, si continua a morire.

E questo giovane ragazzo di 22 anni non è che l’ultimo di una lunga lista, una lista fatta per la maggior parte di anonimi, di giovani sani, vitali, pieni di progetti; anonimi di cui nessuno si ricorda, tranne gli amici e le famiglie, giovani la cui morte, perché avvenuta nel momento sbagliato, non è stata nemmeno segnalata.

Eppure le cose stanno cambiando e speriamo cambieranno ancora, da quando abbiamo iniziato la nostra campagna nel 2007. Abbiamo cominciato a parlare di rianimazione cardio-polmonare e di defibrillazione precoce, abbiamo installato i primi DAE, formato i primi first responders, tutto questo tra l’indifferenza e la derisione dei molti, delle istituzioni e spesso dei colleghi, ma aiutati dalla grande sensibilità, attenzione e volontà delle persone comuni che hanno continuato  a seguirci, hanno donato DAE, hanno chiesto corsi per impararne l’uso.

E adesso, dopo 5 anni, 117 DAE installati, migliaia di operatori formati e una legge che li renderebbe obbligatori ovunque si pratichi sport, leggere notizie come questa di Pontedera ci fa male.

Ma allo stesso tempo ci stimola e ci incoraggia a continuare, a non arrenderci e a proseguire sulla strada che abbiamo scelto di percorrere, perché notizie simili portino sempre di più la coscienza del soccorso e dell’emergenza. Perché notizie così non si ripetano. Perché sempre di più si possa leggere sui giornali non di una giovane vita stroncata, ma di una giovane vita salvata. Perché, passo dopo passo, come la goccia del proverbio, anche la montagna dell’indifferenza e del non rispetto possa essere scavata e abbattuta.

Per questo non ci siamo lasciati abbattere dalle difficoltà, per questo andiamo avanti con un sorriso quando ci viene chiesto chi ce lo faccia fare. Perché la morte di questo giovane ragazzo, come quella di tanti altri, non resti una tra le tante, ma serva a cambiare qualcosa concretamente.

 
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Senza parole

Il solito copione: arresto cardiaco, assenza del DAE, rianimazione inutile.

Maestra di 34 anni stroncata da un malore a scuola

La tragedia alla elementare di Perignano. Tamara Valeriani si è accasciata in classe ed è stata portata nell’aula degli insegnanti: inutili i tentativi di soccorso. Sotto choc colleghi e alunni. Programmati i funerali

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L’interno della scuola

LARI. Una maestra di 34 anni, Tamara Valeriani, residente a Lari, è morta in seguito a un malore mente era al lavoro nella nuova scuola elementare “Sanminiatese” a Perignano di Lari. Il dramma è avvenuto alle 10,30: la maestra, cardiopatica dalla nascita, è stata colta da un malore durante una lezione, ma ha fatto in tempo a chiedere aiuto alla collega che era con lei.

LE IMMAGINI

‘Si e’ sentita male, ha chiamato le colleghe ed i bambini sono stati fatti uscire dall’aula prima che morisse». Racconta il sindaco di Lari, Mirko Terreni, che stamani era nella scuola elementare di Perignano, nel comune di Lari, dove è morta la maestra.  Nell’istituto, ha spiegato il sindaco, lavora anche una psicologa, che sta portando avanti un progetto contro l’insuccesso scolastico. «Nei prossimi giorni – ha aggiunto – il suo lavoro sarà utile anche per far comprendere ed elaborare ai bambini quanto accaduto».

I primi a prestarle soccorso sono stati l’insegnante di sostegno e la psicologa che in quel momento si trovavano nella classe. La maestra è stata portata nell’aula degli insegnanti, dove è poi morta: in pochissimi minuti è arrivata la Misericordia di Lari, mentre veniva attivato l’eliambulanza Pegaso, ma ogni tentativo di soccorso è risultato inutile.

Tamara Valeriani, oltre che un’insegnante, era anche una poetessa. Scorrendo le biografie online si scopre che aveva partecipato come scrittrice a diversi concorsi letterati, spesso con successo. La prossima settimana avrebbe dovuto ritirare un premio a Milano. Fissati i funerali: la messa sarà celebrata domani (martedì) alle 15,30 nella chiesa di Lari.

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