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Lungo la via…

Long-Way-AwayE’ iniziato tutto con un viaggio che dovevo fare. Un viaggio di un paio di centinaia di chilometri durante il quale invece che ascoltare la solita distratta musica mi sono imbattuta in cd in cui avevo registrato alcuni file audio del mio capo, il Dott. Cecchini.

E tra questi, un corso BLS-D del 2011, anno in cui ho conosciuto il Dott. Cecchini, la campagna “tre minuti per il cuore” e il problema della morte improvvisa. Anno in cui, molte cose sono cambiate per me, in positivo.

Ed è stato proprio ascoltando questo corso di 3 anni fa che ho realizzato quanto, passo dopo passo, sia cambiata, oltre a me, anche Cecchini Cuore stessa… ho realizzato quante piccole e grandi cose si siano modificate, evolute, aggiornate. Quanto non solo io, o il dottor Cecchini, siamo persone differenti (tutti si cambia con il tempo) ma quanto sia differente quello che insegnamo, perché è il nostro corso, come un fiume nel suo letto, si è modificato per rimanere sempre attuale e in linea con le linee guida dell’American Heart Association, a cui ci ispiriamo. Nel corso di una volta di usava il metodo GAS, anche se veniva presentato con cautela, ora, esattamente come hanno fatto all’AHA, non viene più consigliato; si parlava di ventilazioni, anche se facoltative e il DAE stesso era programmato per contare 30 compressioni e 2 insufflazioni, mentre ora le ventilazioni non sono più contemplate anzi, proprio come nel resto del mondo, sono sconsigliate fortemente per molti motivi. Non usavamo ancora “Staying alive” per darci il ritmo delle compressioni, ma già dicevamo che lo facevano negli Stati Uniti. Adesso, il corso che mi sembra così “diverso” sarebbe in perfetta linea con i corsi che la maggior parte degli altri, in Italia, tiene tutt’ora. Non è un volerci auto-incensare, ma la sensazione che siamo sempre un passo avanti, qui in Italia, un po’ ce l’ho. Ed è quel passo che ci fa allineare con il resto del mondo che, notoriamente, ha preso a cuore il problema della morte improvvisa con un po’ più di anticipo del mio paese d’adozione.

Ma la cosa che più mi colpisce tra tutte, di certo, è la portata delle cose che abbiamo realizzato in questi tre anni. Portata enorme se si pensa che Cecchini Cuore è passata da essere formata da una sola persona ad avere due persone che la portano avanti. In quell’ottobre 2011 avevamo installato 40 defibrillatori. E ora siamo a 227. Era un’associazione di nome e adesso siamo da quasi un anno una onlus. Andavamo a fare corsi dove venivamo chiamati e lo facciamo ancora ma mai, mai ci saremmo sognati di avere una nostra scuola, una nostra aula e un posto in cui poter fare corsi senza chiedere spazi a nessuno.

Insomma abbiamo realizzato tante cose, così tante che risentire questo stralcio di 3 anni fa mi ha messo un brivido di emozione.

Ma soprattutto mi ha fatto pensare a quanta strada ancora sconosciuta abbiamo davanti e su quanto entusiasmo abbiamo nel percorrerla. Non considero queste cose realizzate un traguardo, ma dei punti di un cammino che ancora non so, non sappiamo, dove porterà.

E allora non mi resta che darci appuntamento tra 3 anni, ovunque saremo, per vedere con una lacrima di emozione dove ci ha portati la nostra via.

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p.s.: Ugo tre anni fa si chiamava Mario. Poi ha deciso che non gli piaceva più. ^_-

 

Puoi come sempre commentare questo articolo cliccando su” comments” in celeste qui in basso a destra. Grazie

 

One Response

  1. giovanniattucci

    Ho letto con piacere il tuo articolo.
    E’ una meravigliosa sensazione guardare indietro e
    realizzare di essere andati avanti.
    Bravi!!!!
    Con affetto
    Giovanni Attucci

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