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Home Medicina Varie Censurato perche’ mi esprimo contro la infibulazione. Ma l’ ONU parla chiaro.
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Censurato perche’ mi esprimo contro la infibulazione. Ma l’ ONU parla chiaro.

64030_10150588515217011_1705084229_nGentile iscritto, 
a causa di un problema oppure di una violazione delle linee guida o di una valutazione a seguito di segnalazioni giunte allostaff@medicitalia.it 
il tuo account è stato temporaneamente inibito dal poter rispondere in SpazioPro di tutte le specialità dal 15/01/2013 al 14/02/2013. 

Cordiali saluti, 
staff@medicitalia.it

Con questo comunicato, che trascrivo letteralmente, sono stato censurato dallo Spazio Medici di Medicitalia, il maggiore blog di Medici Specialisti Italiano (oltre 6000 medici iscritti).

Da circa due anni ho fornito gratuitamente oltre 6000 risposte a quesiti che gli utenti formulavano in ambito cardiologico. Tra le varie opzioni c’e’ anche un Forum per soli Medici dove ci si confronta su vari temi, in maniera solo visibile a noi Medici e non all’Utenza. Si parla di politica, di questioni tecniche, di medicina e ci si confronta , e talora si litiga , su vari argomenti. Recentemente c’e’ stato un blog sulla infibulazione, orrenda pratica eseguita su bambine di molti parti del mondo, che tutti conoscono almeno a parole.

La discussione e’ stata serrata e molto combattuta. Quando ho visto scrivere da alcuni medici che “si potrebbe eseguire una labioplastica indolore, oppure “semplicemente pungere il clitoride della bambine oppure eseguire su questo un piccolo taglietto con la fuoriuscita di sangue al fine di tranquillizzare (imbrogliare) i parenti mi sono sentito in dovere di ravvisare un reato.

Un reato obbrobrioso anche solo nel concetto di violare la sessualita’ di bambine  “per non urtare la suscettibilita’ e le credenze dei genitori”. Ripetutamente ed ostinatamente ed “ad alta voce” ho litigato con questi pochi Colleghi che non  percepivano  la enormita’ della cosa, minacciandoli di segnalarli a Telefono Azzurro o alla Procura della Repubblica dal momento che nel loro comportamento si poteva a mio avviso  ravvisare una apologia di reato; un reato inoltre disgustoso ed inconcepibile nel 2013  perche’ contro i bambini

Per tale motivo sono stato sospeso per un mese dal Blog di Medicitalia.

E per conto mio ho evidentemente chiuso definitivamente con tale sito, che ha censurato un medico che ha osato comportarsi civilmente e cioe’ ribellandosi a gran voce a quelle pratiche mostruose ed illegali che sono la infibulazione e  le mutilazioni genitali.

Mi pareva giusto , da gestore di questo sito, che voi lo sapeste.

Questa la mia frase incriminata:

Avvertenza per tutti i Colleghi di questa discussione.
Ho telefonato al 114.
Ho spiegato la situazione e quindi faccio presente che:
– il reato ipotizzabile e’ di apologia di reato
– che il nostro codice penale VIETA qualsiasi atto religioso, rituale o per qualsiasi motivo degli organi genitali , in questo caso di bambini
– che essendo un reato “perseguibile di ufficio” non vi e’ bisogno di querela di parte ma solo di segnalazione agli organi compententi, quali ad esempio lo stesso Telefono Azzurro”, i quali provvederanno agli accertamenti del caso.
Premesso questo, e premesso che mi stanno sulle palle tutti coloro che giocano a parole, o con i fatti sulla pelle dei bambini, vi avverto che qualsiasi ulteriore vostro commento verra’ da me inviato “copia ed incolla” all, Autorita’ competente.Cosi almeno si impara a parlare in una societa’ governata da Leggi.
Di seguito il commento di Emma Bonino sulla decisione dell’ONU del 20 Dicembre 2012

#180 – scritto martedì 15 gennaio 2013 – ore: 17:11:33

A voi ovviamente la parola – libera in questo sito – cliccando semplicemente su “Comments” in basso a destra nella finestra

 

Emma Bonino

Radicale, Vice Presidente del Senato

RICEVI AGGIORNAMENTI DA Emma Bonino

Infibulazione, hanno vinto il coraggio e la tenacia

Pubblicato: 21/12/2012 17:46
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Ieri hanno vinto il coraggio e la tenacia. Il coraggio delle centinaia di attiviste africane che hanno rotto un tabù millenario; la tenacia delle associazioni non governative e di alcuni governi – in particolare italiani e burkinabé – che nel tempo hanno laboriosamente creato il consenso politico per ottenere una conquista di civiltà. Con il voto di ieri dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite sulla Risoluzione di messa al bando universale delle mutilazioni genitali femminili (MGF), la comunità internazionale ha deciso di schierarsi dalla parte del diritto, chiedendo agli Stati che non l’abbiano ancora fatto di approvare rapidamente leggi adeguate e di imporne l’attuazione. E per “adeguate” s’intende sanzioni penali per chi pratica le MGF, che avvengano o meno all’interno di strutture sanitarie.

E’ un risultato di cui andare orgogliosi, specialmente per noi italiani che abbiamo accompagnato sin dall’inizio, oltre dieci anni fa, la lotta di liberazione delle donne, soprattutto africane, da questa pratica crudele, umiliante, dannosa ed obsoleta.

La Risoluzione era la prima dedicata in maniera specifica al tema delle MGF ed è stata presentata dal gruppo dei paesi africani, con in testa il Burkina Faso e con il co-patrocinio dell’Italia, e approvata per consenso, fatto questo che sottolinea l’ampio accordo politico alla base del dispositivo. Un dispositivo la cui portata va contro la tendenza che spesso vede l’Onu sacrificare la tutela dei diritti umani in nome di altre e più “stringenti” questioni internazionali.

Ci sono due aspetti del dispositivo che meritano un’attenzione particolare.

Il primo è quando invita il Segretario Generale dell’Onu a presentare all’Assemblea Generale dell’Onu, nella sua 69° sessione, un’approfondita relazione multidisciplinare su cause e fattori che contribuiscono alla diffusione delle MGF e al loro impatto su donne e bambine, e relative raccomandazioni per la loro eliminazione. Questo fornisce una cornice operativa alla decisione.

Il secondo è l’indicazione del 6 febbraio come Giornata Internazionale della Tolleranza Zero contro le Mutilazioni Genitali Femminili. Una data simbolo, ma anche un’occasione per fare ogni anno il punto dei progressi raggiunti.

E’ un messaggio forte di speranza per milioni di bambine e ragazze. Nel 2013, i dati indicano che sono 3 milioni le bambine africane che rischiano la mutilazione. La speranza è che la vittoria di ieri possa diminuire questo numero.

Un messaggio, ma anche uno strumento. Da anni il Partito Radicale e Non c’è Pace Senza Giustizia hanno lavorato con caparbietà per aiutare le attiviste ad andare oltre le campagne di sensibilizzazione villaggio per villaggio e recuperare un dialogo con i rispettivi governi per spingergli a dotarsi dei necessari strumenti normativi, portando così la battaglia sul piano dei diritti della persona. Ma, spesso, neppure questo è stato sufficiente. Seppure leggi nazionali siano a mano a mano entrate in vigore in molti paesi, non sempre ne è conseguita la volontà politica di mettere effettivamente in atto il divieto.

Per questo motivo la Risoluzione votata ieri all’unanimità rafforza anche gli attivisti sul terreno dando loro un ulteriore strumento internazionale per esigere precise azioni dai propri governi e dalle proprie istituzioni. Tutti insieme dobbiamo continuare a premere su parlamenti, governi ed organismi internazionali, assicurandoci che questa battaglia sia tra le loro priorità, non solo nei paesi d’origine ma anche in quelli d’immigrazione.

Occorre, insomma, riprendere in mano il bastone del pellegrino: per richiamare tutti e ciascuno alle proprie responsabilità.

 

37 Responses

  1. Come ho già avuto modo di dirlo, anche in Medicitalia.it, non sono d’accordo con il provvedimento di sospensione seppur temporaneo e per questo hai la mia solidarietà.
    Ti rinnovo l’invito a non lasciare il Sito poichè, nonostante il tuo carattere impulsivo, i tuoi consulti sono utili per i pazienti che si rivolgono a Medicitalia.
    Un caro saluto e la mia stima
    Giovanni

  2. Caro Giovanni,
    ti ringrazio cio’ che hai scritto.
    Comprenderai che la censura di un partecipante ad un dibattito tra Colleghi, peraltro privato e non visibile all’utenza e’ un fatto grave.
    Lo staff ha il diritto/dovere di moderare la discussione, ma non ha alcun diritto di revocare il diritto di parola ad alcuno.
    Ti ringrazio di avere scritto cio’ che hai scritto e ricambio la stima.
    maurizio

  3. Francesco Marchi

    Caro Maurizio,
    hai avuto modo di leggere anche la mia opinione sull’argomento, che è sostanzialmente la Tua. Per cui non ho nulla da aggiungere a riguardo.
    Come Giovanni, anch’io mi sono espresso contro la decisione dello Staff, che a mio avviso avrebbe potuto moderare il dibattito in altro modo.
    Allo stesso tempo però trovo corretto puntualizzare che non sei stato “censurato” per esserti espresso contro l’infibulazione (che tutta la comunità ha condannato in un modo o nell’altro) ma semplicemente per avere alzato troppo il tono ^____^
    Sei un sanguigno e (com’è logico) sostieni le Tue idee, per cui capisco che Tu sia giunto proprio a “vedere rosso” data la gravità dell’argomento. Però sarebbe sempre necessario mantenere la serenità per comprendere appieno il pensiero altrui (soprattutto in assenza di comunicazione non verbale e quando – almeno per me è così – si ha fretta di leggere).
    Non ce ne sarebbe bisogno ma «in assenza di comunicazione non verbale» Ti rinnovo la mia stima 😉
    Cari saluti
    Francesco

  4. Caro Francesco,
    ti ringrazio per la tua stima. Ti faccio presente che, in una discussione privata e non pubblica NESSUNO ha diritto di imbavagliare alcuno.
    Mi e’ stata tolta la parola per un mese , non si sa alcun titolo. Il diritto di parola ed espressione e’ garantito dalla Costituzione, e pertanto questa deve essere garantita ovunque. Non e’ che se io venissi a casa tua tu potresti imbavagliare in quanto sono in casa tua. Lo staff puo’ e deve agire come moderatore, ma NON ha alcun diritto di censura, ci mancherebbe altro. Un caro saluto e grazie per la stima

  5. chiaralesta

    Giusto per chiarire:
    1) “Non e’ che se io venissi a casa tua tu potresti imbavagliare in quanto sono in casa tua.”. Ma se io ti invito a casa mia premettendo che non voglio che si bestemmi e tu ti metti a bestemmiare, ti posso buttare fuori.
    Nelle regole per intervenire nello spazio professionisti di Medici Italia è scritto chiaramente >>Non condurre “guerre di opinione” sulla rete a colpi di messaggi e contromessaggi… N.B. “Chi, nel corso di una discussione accesa, dovesse ricorrere a querela o anche solo a minacce di querela, potrà essere SOSPESO o CANCELLATO dallo staff assieme all’eventuale contendente.<<
    Quindi lo staff può censurare questo comportamento. E chi è iscritto da tanti anni non può non saperlo.

    2)(a beneficio di eventuali visitatoriu di questo sito, che non possono sapere i termini della discussione avvenuta in un blog riservato): le cose non sono andate come lascia intendere il dott. Cecchini, cioè che lui abbia difeso le bambine da colleghi che volevano torturarle "per far contenti i genitori".
    In realtà TUTTI INDISTINTAMENTE hanno condannato la barbara usanza dell'infibulazione. La discussione verteva sul COME combatterla, stante il fatto che -pur essendo vietata da legge specifica dal 2006- continua a essere praticata clandestinamente o portando le bambine "in vacanza" in un paese africano.
    Alcuni, incluso il dott. Cecchini sostenevano che NESSUN tipo di intervento deve essere fatto in Italia (Parole precise del dott. Cecchini : "Not in my backgarden"); siccome non abbiamo possibilità di intervenire all'estero, si potrebbero espellere i genitori o togliere loro la patria potestà se lo fanno lo stesso.
    Altri hanno proposto di utilizzare mediatori culturali per informare i genitori sia dei pericoli (sanitari per le bambine, legali per loro) di un intervento che da noi è proibito e per convincerli a rimandare ogni decisione alla maggiore età (non farlo su una bambina indifesa) o eventualmente considerare in alternativa interventi simbolici senza conseguenze permanenti. Questo NON nell'ottica di "far contenti i genitori" ma in quella di evitare che genitori molto determinati a mantenere la tradizione ricorressero agli interventi clandestini mutilanti. Cioè, per PREVENIRE la mutilazione estesa e IRREVERSIBILE, visto che punire i genitori dopo non serve a preservare la bambina.
    Un altro collega ha anche fatto notare che il principio di non creare lesioni -non motivate da esigenze mediche- ai bambini dovrebbe essere esteso ANCHE alla circoncisione rituale maschile e alla foratura dei lobi delle orecchie a bambine di pochi mesi.

    Chiara Lestuzzi

    • Michiyo Takagawa

      Non avendo accesso alla discussione per ovvi motivi, mi limito a rispondere per quello che posso capire da qui. Opinioni che si basano sulla conoscenza personale del Dott. Cecchini e delle sue opinioni e di quello che è stato scritto qui dagli altri utenti.
      Innanzitutto mi stupisco moltissimo della regola citata dalla Dottoressa. Naturalmente non ho alcun titolo per metterla in discussione, ma mi viene da pensare a una regola che imponga in una discussione di non poter minacciare o effettivamente denunciare qualche altra persona mi sembra piuttosto bizzarra. Estremizzando, se un medico in una discussione accesa sul vostro sito confessasse di aver commesso qualcosa di illegale (magari grave), verrebbero sospesi i colleghi che lo denunciano e non il reo? Perché da quello che ho potuto capire è all’incirca cosa è successo. Nemmeno in realtà, dal momento che telefonare alle autorità per chiedere informazioni in forma generale senza sporgere denuncia non comporta alcuna conseguenza.
      Ma da come ha posto la questione parrebbe che ci sia una autentica omertà di classe e questo non è certo molto bello, come capirà.
      Quanto ai toni usati non ho bene idea di come siano stati, ma conosco il Dottor Cecchini e so che certo si infervora, ma per me, di educazione molto differente, diventa difficile distinguere del tutto le cose per voi accettabili e quelle no, in quanto la mia soglia di “maleducazione” è molto bassa, per cui, per evitare di considerare maleducate almeno 5/6 delle persone con cui vengo in contatto, tendo a tollerare molto. ^^
      Però ritengo questa bannazione (probabilmente è erreto il termine, mi perdonerà, non sono madrelingua) del Dott. Cecchini, non come collaboratrice o, ritengo, amica, ma come persona che vede censurare una persona per una posizione dura, ma non unica e soprattutto per aver segnalato, a chi stava per commettere un reato, le conseguenze possibili di cosa sosteneva. A parer mio è ingiusta pertanto per le motivazioni che sono state date.

      Riguardo tutta via alla questione in sé, sempre da quello che ho letto e da quel poco che mi sono confrontata in merito, ritengo tuttavia che la posizione espressa da alcuni colleghi (non so la sua in realtà) sia abbastanza inaccettabile.
      Premetto che da parte mia trovo tale pratica orribile e disgustosa, ma non peggiore di altre che si trovano sparse per il mondo… come la tradizione di allungare il collo delle ragazze nord tahilandesi (tanto che se levassero gli anelli questo si spezzerebbe sotto il peso della testa) o i piatti labiali che alcune popolazioni usano, o l’ormai scomparsa pratica del loto d’oro (la pratica cinese di fasciare i piedi alle bambine spezzando le dita e arcuando molto il collo del piede in maniera innaturale in modo che da adulte, sempre costrette a restare fasciate, avessero piedi di una lunghezza tra i 7,5 e i 12 cm), ma anche tradizioni che non coinvolgono gli umani, pensi alle corride, alla caccia (anche alle balene, motivo di forte rabbia verso il mio paese). Ma, per quanto io le disapprovi e speri ardentemente che con il passare del tempo e il diffondersi dell’istruzione queste vengano abbandonate, non posso pretendere che succeda subito né posso permettermi di giudicare altri in base alla mia cultura e alla mia idea di civile, giusto, buono. Quindi non posso nemmeno dire “dovrebbero proibirle nel loro paese” perché alla fine verrebbe meno il diritto di autodeterminazione di tutti gli stati sovrani. E chi deciderebbe cosa è giusto e cosa no? E’ una cosa che ho sentito spessissimo in chi appartiene alle religioni monoteiste… pensare di essere i soli nel giusto, pensare di poter decidere per conto di altri che, infedeli, non sanno la verità… Sono uscita un attimo fuori tema, ma mi premeva chiarire il mio punto di vista sulla questione “nel loro paese” (per quanto sia la prima a battermi contro l’infibulazione, gli anelli al collo, la corrida e la caccia alle balene o alla brutale tradizione ainu dell’orso).
      TUTTAVIA, Dottoressa, quello che mi preme sottolineare è che il fulcro del problema è quello che avviene sul territorio italiano, sotto le leggi italiane. E’ il PRINCIPIO non la forma. Per come la vedo io acconsentire a un “pro forma” per accontentare i genitori è cedere al loro gioco. Hanno vinto comunque. Non cambieranno mai, ma anzi, forti di questo potere (che gli si accorda) chiederanno sempre di più, in nome della loro cultura. E non cesserà questa cosa, ma continuerà ancora di più perché sarà in qualche modo avvallata dal sistema. Per farle un pratico esempio: io amo molto gli animali. E vedere quei poveri cuccioli esposti in vetrina e venduti mi mette una pena assurda. Li comprerei tutti per liberarli da quello strazio. Ma sa che succederebbe se lo facessi? Ne alleverebbero ancora di più perché il mercato del cucciolo è in crescita! Ne salverei uno dieci cento e poi? Se invece non li prendo e invito chi capisce a prenderli in canile, certo lascerò soffrire quei pochi ma se sempre di più i commercianti avranno terra bruciata attorno sempre più si avvicinerà il momento in cui questo commercio finirà. Se ci sono regole vanno applicate per come la vedo io e dare quel contentino della finta infibulazione ai genitori è come comprare i cuccioli del negozio. Ci saranno ragazzine che finiranno per soffrire portate nel loro paese e magari avranno infezioni o moriranno? Certo. E’ inevitabile. Purtroppo. Ma se c’è una regola è giusto che si rispetti come mi sembra indiscutibile che chi va in un paese ospite si adatti alle leggi di quel paese e le rispetti, altrimenti eviti di andarci.
      In Giappone ci sono regole e leggi e alcune sono abbastanza differenti ma gli stranieri sono tenuti a rispettarle e ad adeguarsi altrimenti semplicemente vengono espulsi. Non è accettabile che un italiano, ad esempio, arrivi in ritardo al lavoro ogni giorno anche solo di due minuti e pretenda che vada bene perché in Italia usa così, come non sarebbe accettabile che io, poiché nel mio paese esiste la guida all’inglese pretenda ogni giorno di andare in giro in contromano… e un poliziotto mi dicesse “ma va beh in effetti è la sua cultura, facciamo così, circoli contromano se non c’è nessuno in strada se no la multo”.
      Pur rendendomi conto che è un fatto di tutt’altra gravità, mi rendo anche conto che cedere, anche per finta sarebbe un’ammissione di sconfitta e di debolezza e farebbe sentire autorizzate queste persone a chiedere sempre di più. E se un giorno per rispetto dei loro costumi rifiutassero le cure da una donna? O peggio chiedessero che le donne in loro presenza si velino? e poi sempre e poi.. ? Rispettare le altrui culture (e io le rispetto tutte e capisco cosa significhi essere stranieri) non significa sputare sulla propria o mancarle di rispetto. Ma, da pari, esigere da chi viene a casa d’altri di rispettarne le proprietà.

      • chiaralesta

        Alle 16.29 avevo postato un commento che forse lei non ha letto perché è ancora classificato come “in attesa di moderazione”, quindi probabilmente bloccato dal dott. Cecchini. In questo commento avevo spiegato bene come la proposta (come dicevo anche sopra nel post che evidentemente lei non ha letto bene) di un intervento simbolico NON MUTILANTE viene fatta NON per accontentare i genitori (accondiscendenza), che poi chiederanno sempre di più, ma appunto per evitare che ricorrano a pratiche clandestine MUTILANTI e per poter avviare un dialogo EDUCATIVO. Questo è il sistema che è già stato usato in Eritrea e in altri posti per far accettare l’abolizione di QUALSIASI intervento; cosa che non sarebbe stato possibile fare di colpo.
        La rigidità estrema rischia di causare l’effetto contrario. Per esempio con lo spauracchio della denuncia se un medico si accorge che la bambina è stata infibulata, i genitori non la porteranno mai dal medico -neanche quando di ammala- per paura. La porteranno da qualche santone/a. Quindi queste povere bambine, oltre a essere state segnate per la vita, non avranno neanche accesso a cure mediche adeguate quando si ammalano.
        Quindi l’IDEA SUGGERITA era di aprire un dialogo e di fare TEMPORANEAMENTE delle azioni che portino a eliminare la richiesta.
        Io non sono ginecologa, non ho pazienti che vogliono far infibulare le figlie e quindi non faccio (né lo farei se potessi) alcuna azione illegale. Quanto alle regole del sito MI, queste sono state fatte da chi ha creato il sito (che non sono io) e chi si iscrive le accetta. Come dice lei, chi entra in una società ne deve rispettare le regole.
        Soprattutto, chi rivendica un diritto, deve garantirlo agli altri e se il dott. Cecchini pubblica solo i commenti a lui favorevoli e censura (come pare abbia fatto con me, visto che non ha reso pubblico il mio post inviato un’ ora prima del suo) chi lo contesta dimostra di non essere coerente.

        • Michiyo Takagawa

          Verificherò il server, forse è andato storto qualcosa. Fosse sotto moderazione non sarebbe logico che successivi commenti siano passati.
          In ogni caso capisco bene cosa intende ma probabilmente la vediamo da un’ottica differente. Lei arriva, per forza e senza alcun connotato buono o cattivo, da una cultura abituata a pensare in termini di giusto o sbagliato, bene o male. Da parte mia arrivo da un paese in cui ci sono da un lato una forte omologazione sociale nel pubblico, dall’altra un esserci tutto e il suo contrario, nel privato, purché ciò coinvolga solo il singolo.
          Vengo da un paese dove il suicidio è piaga sociale, ma anche culturalmente accettato come alternativa. Questo non centra, capisco, con il discorso ma forse pone un punto sul perché lei veda la linea morbida ed io no. Per me il fatto che queste persone abbiano questa tradizione è orribile e mi causa sofferenza, ma non mi ritengo nella posizione di poterli giudicare. La mia cultura non è superiore, è differente. Ma sono rigida sul fatto che in un paese vadano rispettate le leggi che esso ha. Non ho titoli per educare alcuno e con questo concetto di educare i selvaggi nella storia gli occidentali hanno perpetrato genocidi a vendere… I nativi americani, gli aborigeni australiani, le culture inuit, i nativi del centro e sud america… Gli stessi africani. Qindi non penso sia qui la sede né il compito dei singoli. Credo fermamente invece che debbano essere puniti e duramente qualora compiano atti contro la legge e in alcun modo avvallati. È evidente che così andranno altrove, ma se sempre più nazioni faranno così saranno costretti a rivedere le loro posizioni.
          Lo so che è un sistema brutale e forse è il motivo per cui in Giappone l’immigrazione è minima. Il sistema è durissimo e noi stessi diciamo che va bene per noi, ma poco per altri. E chi vuole vivere lì deve adattarsi. Qi in Italia ho parlato con diversi Rom e loro affermano che rubare è una tradizione culturale. Ma per questo va tollerato il furto? Personalmente se ci provano con me li fermo o se non posso li denuncio e se fosse possibile dovrebbero essere incarcerati o espulsi. La legge è dura ma è la legge. Gi embarghi finora hanno avuto, in molti casi più successo delle mediazioni diplomatiche..

          • chiaralesta

            Cara signora, mi sembra di notare delle incongruenze nei suoi ragionamenti.
            1) Da un lato dice che chi entra in un paese deve rispettarne le regole (e siamo perfettamente d’accordo), dall’altro contesta la regola di Medicitalia di proibire la minaccia di denuncia. Essendo una associazione privata, può mettere le regole che vuole (alcune sono state anche contestate da certi iscritti) e chi si iscrive le deve rispettare. In una discussione, per esempio, un medico si è vantato di fare abitualmente in ospedale -di nascosto dalla Direzione sanitaria- visite ed esami strumentali senza far pagare il ticket. Lo fa a fin di bene, non ci guadagna, ma comunque commette formalmente un reato se usa locali e attrezzature dell’ ospedale di nascosto, perché provoca un danno economico all’ ospedale. Chi ha letto quelle affermazioni avrebbe dovuto denunciarlo, secondo lei?
            2) Nel caso specifico, si discuteva in un forum (non accessibile al pubblico) su quale fosse il modo migliore per fermare un’ abitudine barbara. Proporre di permettere per le bambine la stessa cosa chè è permessa per i maschi (ciconcisione, senza asportazione del clitoride) perché questo potrebbe evitare il ricorso all’infibulazione clandestina è DISCUTERE, tra l’altro con il fine di fare del bene. Quando l’aborto in Italia era illegale in tutte le sue forme, c’è stato un vivace dibattito sulla possibilità di renderlo legale in specifiche condizioni; lo scopo era di bloccare il ricorso agli aborti clandestini. Ma nessuno ha denunciato per apologia di reato chi sosteneva la proposta, che poi è diventata legge.
            3) Sono d’accordo con lei sui rom che rubano “per tradizione”. Ma credo che limitandosi a espellerli da un comune (come fanno certi sindaci) serva solo a scaricare il problema. Sarebbe molto più utile che i bambini (istruiti dai genitori e mandati da loro) sorpresi a rubare e non imputabili perché hanno meno di 14 anni non vadano riaffidati ai genitori ma mandati in istituti dove si insegni loro il rispetto della proprietà altrui e il valore del lavoro.
            4)Se fa l’esempio di abitudini italiane non accettabili in Giappone. E dice: In giappone non puoi fare così, a casa tua sì. E poi mi parla dei danni del colonialismo. Ma qui il caso è diverso. Ci sono bambine che vivono in Italia, e i cui genitori (comprese le madri che hanno già subito!) pensano che l’infibulazione sia una cosa giusta, magari credono che sia prescritta dalla religione. Visto che in Italia è proibita, pensano che NOI sbagliamo, e allora vanno da qualche vecchia di nascosto, oppure fanno un viaggio in Africa e fanno infibulare la bambina. E a quel punto non c’è più nulla da fare! Basta una volta, e la bambina sarà distrutta per il resto della vita!!! Non sappiamo neanche quante volte succede, perché tutto è fatto di nascosto. A questo porta il discorso “Not in my backyard”-
            Se invece ci fosse un ambulatorio per loro, con mediatrici culturali e magari anche religiosi che spiegano che nessuna religione impone l’infibulazione, che Maometto ha scritto che NON si deve fare, come ha scritto che non si deve asportare il clitoride, che si può (non SI DEVE)fare solo un taglio sul prepuzio del clitoride (meno di quello che si fa nei maschi, in cui viene asportato il prepuzio) e che è bene che questo potrebbe essere fatto più avanti, su richiesta della bambina… Davanti a un “NO, MAI, IN NESSUN MODO” l’immigrato si rifugia nella clandestinità. Davanti a un “Rispettiamo le tue tradizioni, ma in questa forma sono sbagliate (e non lo diciamo noi ma lo dice Maometto -se si tratat di musulmani-), creano danni irreversibili a tua figlia. PRIMA DI AGIRE, ascolta che cosa dice la tua religione, considera di rimandare tutto a quando la bambina potrà decidere se fare o no una cosa che nessun profeta ha detto sia obbligatoria…” Questo lascia aperta la porta al dialogo e permette probabilmente di far cambiare idea a qualcuno. Questo hanno fatto in Eritrea, per preparare il terreno alla proibizione di tutto, anche dell’ incisione simbolica)
            5) Continuo a non capire che differenza pratica ci sia tra circoncidere un bambino (che avrà comunque qualche conseguenza a lungo termine, come una ridotta sensibilità) e fare LA STESSA operazione o addirittura di meno (incisione senza asportazione di tessuto) in una bambina. Eppure la circoncisione rituale maschile è accettata. Non dovremmo proibire anche quella?
            6) Con tutta la sua amicizia per il dott. Cecchini, dopo aver acquisito queste ulteriori informazioni, non pensa anche lei che il titolo di questo blog è sbagliato?

      • chiaralesta

        Questo è parte di quello che avevo scritto nel commento censurato finora dal dott. Cecchini:

        >>Secondo me NESSUNO DOVREBBE METTERE LE MANI SUGLI ORGANI GENITALI DI BAMBINI E BAMBINE PER MOTIVI NON MEDICI (inclusi però anche ebrei e musulmani maschi). IL PROBLEMA E’ SOLO COME ARRIVARE A QUESTO.
        Proibendo anche la circoncisione maschile e il buco nelle orecchie ai bambini, si darebbe già un segnale di rispetto del corpo del bambino in generale, applicabile a chiunque.<>Per il resto, la proibizione da sola non basta.

        Per cui, sì, io trovo etico fare una puntura di cui la bimba non si ricorderà e che non lascerà alcun segno, SE QUESTO SERVE A IMPEDIRE che la bambina venga riportata in Africa e sottoposta a UN INTERVENTO BARBARO, doloroso, che la segnerà per il resto della sua vita.
        Perché non mi basta non vedere e far finta di non sapere. <<

        Mentre il dott. Cecchini si limita a dire "Not in my back garden". E a me pare che io mi preoccupi più di lui di queste bambine, visto che vorrei che non lo facessero né qui né in Africa.

        Comunque, stia tranquilla: nessuno ha censurato il dott. Cecchini per aver scritto contro l'infibulazione, ma
        per il fatto di aver minacciato dei colleghi (inclusa me, che sono stata sempre molto corretta e ragionevole nell'esprimere le mie idee) che esprimevano delle opinioni diverse dalle sue sul come contrastare questa pratica. Mentre i colleghi qui sopra, che pure erano dalla sua parte come idee, non sono stati bannati. Perché si sono comportati in modo più civile.

        • Michiyo Takagawa

          Gentile Dottoressa rispondo al post precedente (o a quello che mi risulta sopra a questo) da qui, poiché non ho modo di rispondere direttamente.
          Essendo anche io piuttosto prolifica a scrivere (abbiamo una cosa in comune, sarà un tratto femminile?) proverò a risponderle per punti.
          1) Personalmente non contesto le regole del sito in alcun modo, mi stupivo soltanto. In realtà il mio stupore non era dato pensando a violazioni diciamo “lievi” come qualche esame senza ticket, ma mi chiedevo “e se in una discussione privata un medico confessasse di aver ucciso qualcuno volontariamente e senza altro motivo che il desiderio di omicidio?” Io come altro medico (se lo fossi) mi sentirei in dovere di fare denuncia se risultasse che in effetti la persona è morta davvero… per questo mi sembrava strana e non del tutto legale la clausola. Prendo spunto da un fatto successo ad un amico il quale, per liberarsi di un socio che creava solo danni, accettò di firmare un documento in cui si impegnava a pagare le tasse private del socio con i soldi della società fino al momento della firma. E quando per non averlo rispettato si è trovato in tribunale, ha vinto la causa perché “un atto o un contratto che prevede qualcosa in conflitto con la legge italiana non ha alcun valore”. La non denuncia di un reato di cui si è a conoscenza mi sembra che vada contro la legge. Probabilmente la mia logica è sbagliata, sono consapevole di essere piuttosto naive in queste cose, ma l’appunto fatto a quella norma derivava da questo…
          2 e 3) Grazie del chiarimento, ma questo mi riporta a una cosa che noto spesso qui in Italia (ma probabilmente in occidente) e che mi fa molto riflettere… la presunzione che la propria cultura sia “illuminata” “migliore””più civile” e “quella che deve istruire gli altri (poveri) selvaggi”. Sono anche io convinta che sia una pratica barbara e deplorevole, ma da parte mia non la considero peggiore che gli allevamenti intensivi di animali la macello, l’uccisione di milioni di pulcini maschi gettati vivi nei tritacarne perché non producono uova, i lager per animali da pelliccia o la sperimentazione animale.
          Quando lei parla, citando sull’onda del mio esempio i Rom e della possibilità di educarli parla di educarli alla SUA (generalizzato non dico sua personale) cultura, la SUA idea di bene e male e di giusto o sbagliato. Ma davvero è la migliore possibile? Davvero è quella giusta? Da parte mia non mi sento di giudicare le motivazioni che ci stanno dietro, ma ovviamente se entra un ladro in casa mia da secondo dan di aikido lo stendo e chiamo la polizia. Perché viola la legge. Io mi attengo, qui, anche a leggi e regole sociali che per me sono insensate o assurde, esattamente come penso si atterrebbe lei a leggi e regole sociali per lei assurde se fosse nel mio paese. Il problema di come eliminarla nelle loro terre di origine è un problema dei loro governi e dei nostri.
          4) Capisco il suo punto di vista, ma vede, ritengo che quello che dice sia molto sottile come concetto e che la linea che separa l’aiuto dalla sopraffazione sia estremamente sottile. In questo centra il colonialismo (ma mi riferisco anche e soprattutto ad altre conquiste territoriali e culturali avvenute per colpa della Chiesa, non so se conosce la discovery doctrine, io l’ho scoperta da poco e ne sono rimasta allucinata). Assecondarli anche con queste alternative a mio parere non cambierà nulla. Le persone che hanno una “verità” religiosa in tasca non scendono a compromessi (guardi anche la Chiesa nella storia) e se invece lo scopo è di sottomettere le donne allora non si accontenterebbero lo stesso di una cosa che non sarà in alcun modo restrittivo.
          Per come la vedo io l’unico modo per far cessare questa cosa è che le persone nel singolo e poi i governi nel globale si trovino terra bruciata internazionale intorno. Come fate con noi per le balene (infatti quest’anno il periodo di caccia è stato ampiamente abbreviato).
          In Italia stanno sempre diminuendo i circhi con animali sa perché? Non perché si fa capire a questa gente che torturare, picchiare, elettrizzare e umiliare gli animali è sbagliato, ma perché sempre più città vietano nel loro territorio i loro spettacoli. Si trovano a doversi esibire in periferia, anche lì sempre con più difficoltà perché il fenomeno si sta espandendo, con sempre più persone che li boicottano proprio per gli animali. E quindi scompaiono. Per fortuna aggiungo nel mio cuore. Lo stesso penso debba valere per questo fenomeno. Con la loro mentalità è utopico e presuntuoso pensare di “civilizzarli”. Ma se smettessero di arrivare aiuti internazionali, se non venissero accettati nei paesi ricchi (diciamo) si interrompessero le relazioni internazionali allora sono convinta che in attimo farebbero leggi proibitive, tirando fuori qualche regola religiosa in cui si dice che no, non è giusto farle.
          Ma questo è compito della diplomazia internazionale, all’interno del paese l’unica soluzione secondo me è non cedere e non dar loro l’illusione di andare loro incontro.
          5) Sulla circoncisione non mi esprimo, perché anche quella non fa parte della mia cultura, ma finora tutti gli uomini circoncisi con cui ho parlato (non molti in realtà) han sempre detto che non avevano alcun problema, anzi. Ma ripeto non ho dati sull’argomento. Ma volendo andare sul filosofico ogni imposizione religiosa o culturale che fanno i genitori è una violenza. Magari non lascia segni fisici, ma un’educazione religiosa, ad esempio lascia altrettanti segni incisi in un bambino. Ma educare un figlio e lasciargli nel contempo la libertà di formarsi come è la sua natura non penso sia possibile… non avendo figli però non so per certo.
          6) Il titolo del blog a me sembra vada bene tutto sommato ^_- (sto scherzando, ho capito bene che intendeva il post, era per sdrammatizzare (si dice così? A volte invento le parole))
          Non mi esprimo in merito al titolo comunque perché tutto dipende da come uno vive e percepisce quello che è successo…
          Ok ora interrompo perché altrimenti avrebbe ragione di desiderare il seppuku per disperazione di quanto scrivo… ^^

          • chiaralesta

            Gentile signora,
            grazie per la sua cortesia nel rispondere. In realtà noi abbiamo idee molto simili su molte cose.
            Solo per mantenere l’ordine, chiarisco punto per punto:
            1) E’ ovvio che se -per assurdo- uno confessasse di aver commesso un grave reato nessuno resterebbe indifferente. Ma in questo caso sono stati minacciati di denuncia dei colleghi che semplicemente discutevano delle strategie migliori per impedire queste pratiche e avevano idee diverse dalle sue.
            2) Nella discussione nel forum qualche collega ha definito “schifosi” , “barbari”, “selvaggi” e si preoccupava del fatto che tra qualche anno saranno la maggioranza nel nostro paese e ci imporranno le loro leggi. E non sono stata io. Quando ho fatto notare appunto che non possiamo autoproclamarci CIVILI in rapporto agli altri, BARBARI sono stata accusata di essere “dalla loro parte”, mentre intendevo solo dire che con il dialogo si può convincere queste persone a rinunciare spontaneamente a certe tradizioni irrispettose della dignità di bambine indifese. Quando qualche collega ha scritto che trovava incivile l’abitdine di bucare i lobi delle orecchie a bambine di pochi mesi per metetrci un orecchino, è stato assalito a colpi di “Imbecille, come puoi mettere sllo stesso piano l’ infibulazione e un orecchino?”
            3) Lei non può da un lato dire che bisogna rispettare le leggi del paese in cui ci si trova e dall’ altro dire che non possiamo giudicare la cultura dei Rom che addestrano i bambini a rubare (solo ai non rom, credo). Visto che si tratta di popoli nomadi, che non hanno mai avuto un loro stato, insegnare ai bambini a non rubare è il minimo per evitare che infrangano le leggi degli stati in cui vivono.
            4) Che cosa significa “fare terra bruciata”? Fare delle leggi? Ha letto il mio link sulla legge eritrea? Il problema non è di governi, è di persone convinte di obbedire a un precetto religioso o di fare il bene delle loro figlie che -se non infibulate- non potrebbero sposarsi. La discussione sul nostro forum era nata proprio da questo: dal fatto che la pratica è clandestina e che solo con la mediazione si può cercare di cambiare una mentalità radicata da millenni. Il paragone con la caccia alle balene non è giusto, perché le baleniere non pescano di nascosto; neanche quello con i circhi è un paragone corretto, perché lì c’è la legge del mercato.
            5) Qualsiasi intervento educativo può lasciare dei segni, ma non si può evitare di educare i bambini. La circoncisione imposta a bambini piccoli lascia un segno fisico indelebile. La domanda logica è: perché nessuno chiede una legge per cui sia proibita fino alla maggiore età?
            6) Visto che il dott. Cecchini è stato temporaneamente estromesso (non dal sito ma dalal discussione) per aver minacciato di denuncia dei colleghi che avevano espresso delle opinioni (talvolta più radicali delle sue, in quanto proponevano di proibire anche circoncisione maschile e buco dell’ orecchio nei bambini), il titolo di questo “articolo” è assolutamente fuori luogo: il dott. Cecchini non è stato censurato per aver parlato contro l’infibulazione, ma solo per aver minacciato di denuncia i colleghi. Tanto che altri colleghi che sostenevano le sue stesse tesi non sono stati “bannati”

            Piccola aggiunta: se uno dei medici nel nostro forum si fosse permesso di scrivere quello che ha scritto lei qui sopra “Sono anche io convinta che sia una pratica barbara e deplorevole, ma da parte mia non la considero peggiore che gli allevamenti intensivi di animali la macello, l’uccisione di milioni di pulcini maschi gettati vivi nei tritacarne perché non producono uova, i lager per animali da pelliccia o la sperimentazione animale.” sa di quali insulti sarebbe stato coperto dal dott. Cecchini? Che con lei evidentemente si comporta in modo molto più rispettoso ed educato che con i colleghi.

  6. Gentile Dottoressa,
    Lei forse ignora che lei non può buttare fuori di casa nessuno, perché lei non può esercitare alcuna violenza, ma solo l Autorità può farlo intesa come carabinieri, polizia, etc.
    Il sottoscritto è stato imbavagliato da Medicitalia in una discussione privata che lei ora sta rendendo pubblica per suo volere, in quanto ho detto che persone, come lei stessa ha scritto ( e se vuole ho tutti gli interventi memorizzati glielo pubblico, ma solo se lei vuole, ovviamente) che una piccola puntura a sul clitoride , od un taglietto, con pochi cc di sangue non sarebbe poi grande cosa rispetto alla infibulazione.
    Questo ha detto e se vuole le faccio i copia incolla dei suo interventi e di quelli di altri., se non lo volesse, e capirei il perché, eviti di dire inesattezze.
    Chi dice che ” fare un buchetti con la siringa o un piccolo taglietto sul clitoride di una bambina” sarebbe un venire incontro alle esigenze culturali della sua famiglia, PER ME ESPRIME UN ORRORE ed UN REATO e pertanto se lei ha il coraggio di ripetere le stesse cose qui la querelo.
    Spero di essere stato chiaro, se poi mi chiedesse di pubblicare qui ciò che lei ha scritto privatamente su Medicitalia le posso pubblicare.
    Le mutilazioni od i rituali sessuali che lei propone SONO una vergogna e proibiti dalla Legge Italiana.
    , e mi meravigli che lei, da donna, continui a cercare di farci accettare certi riti nauseabondi.

  7. chiaralesta

    Quanto al primo punto, se in casa mia viene uno che si comporta in modo da violare le mie regole, io ho il diritto di buttarlo fuori (ovviamente non usando la violenza). Buona educazione e buon senso dovrebbero evitare di dover ricorrere alla forza pubblica.
    In un sito di professionisti, dove bisogna fare richiesta di iscrizione e che ha stabilito delle regole, chi non rispetta le regole può essere temporaneamente interdetto o espulso.
    Anche se la minaccia di denuncia alla pubblica utorità è risibile, visto che si parla di opinioni espresse in una comunità ristretta e non accessibili a chiunque.

    Nonostante la legge che proibisce l’infibulazione abbia ormai 6 anni, la situazione è ancora questa. Migliaia di bambine INFIBULATE, cioè sottoposte a asportazione del clitoride e mutilazione estesa dei genitali esterni, con lesioni non reversibili.

    http://www.corriere.it/salute/12_ottobre_19/bambine-infibulazione_7ad4e014-19f0-11e2-86bd-001bc48b3328.shtml

    Il copia-incolla di quello che ho scritto lo faccio io, così il mio pensiero appare completo e non vengono riportate delle frasi isolate dal contesto:
    1) NON POSSO DIRE “MALEDETTI MASCHI” PERCHE’ LE DONNE (MAMME E NONNE) SONO COMPLICI
    2) A QUESTE PERSONE VA IMPEDITO DI FARE DEL MALE ALLE BAMBINE

    MA ANCHE:

    3) PUNIRLE DOPO CHE LO HANNO GIA’ FATTO E’ CHIUDERE LA STALLA DOPO CHE I BUOI SONO SCAPPATI
    4) BUTTARLE FUORI D’ITALIA E DIRE “QUESTE PORCHERIE NON FATELE SOTTO I MIEI OCCHI” E’ PILATESCO.

    Questo ho scritto in altri post:

    #21 L’infibulazione serve a limitare l’autonomia della donna, a “garantire” il controllo totale del maschio e la fedeltà (anche impedendo il piacere sessuale). E’ una prevaricazione e causa gravi problemi di salute.

    #27 (bisogna).. .allertare il tribunale dei minori e far togliere la patria potestà ai genitori che vorrebbero infliggere una lesione gravissima alla figlia.

    #30 … bisogna cercare di agire per far cessare questa pratica, non solo per non vedere che viene mantenuta!
    Stiamo parlando di bambine che vengono sottoposte a una violenza orribile: vogliamo provare a proteggerle anche se non sono le nostre figlie, o solo girare la testa dall’altra parte?

    #35 … se un medico (pediatra, ginecologo o altro) vede che una bambina è stata sottoposta a infibulazione ha l’obbligo di fare il referto e denunciare i genitori per lesioni personali gravissime (con l’aggravante della potestà genitoriale).
    … ai genitori che chiedono l’intervento, spiegare … che è PROIBITO, … loro si guardino bene da farlo fare a qualcun altro perché verrebbero denunciati e gli verrebbe sottratta la custodia della figlia.

    #59 …questa pratica è proibita dalla legge italiana anche nell’adulta consenziente, tanto quanto il suicidio assistito.

    #73 1) L’infibulazione … è proibita dalla legge italiana (anche se fosse su richiesta della diretta interessata maggiorenne) … Quindi non si può MAI fare.
    2) se fatta fare a una minorenne daì genitori è …perseguibile d’ ufficio per cui chi trovasse una bambina che l’ha subita dovrebbe denunciare i genitori. Non so …se questi siano perseguibili anche se l’hanno fatta fare in una nazione in cui è concessa; se non fosse così URGE UNA LEGGE … per scoraggiare la scappatoia del ritorno in Africa

    #126 Il mio unico dubbio è, a questo punto: come possiamo noi come medici e cittadini, aiutare le future generazioni a uscire da questa barbarie?

    SI’, io trovo etico fare una puntura di cui la bimba non si ricorderà e che non lascerà alcun segno, se questo serve a impedire che la bambina venga riportata in Africa e sottoposta a un intervento barbaro, doloroso, che la segnerà per il resto della sua vita.

    Perché non mi basta non vedere e far finta di non sapere.

    Secondo me NESSUNO DOVREBBE METTERE LE MANI SUGLI ORGANI GENITALI DI BAMBINI E BAMBINE PER MOTIVI NON MEDICI (inclusi pertò anche ebrei e musulmani maschi). CHIARO? IL PROBLEMA E’ SOLO COME ARRIVARE A QUESTO.
    Proibendo anche la circoncisione maschile e il buco nelle orecchie ai bambini, si darebbe già un segnale di rispetto del corpo del bambino in generale, applicabile a chiunque.

    Per il resto, la proibizione da sola non basta.

    In Eritrea hanno proibito per legge ogni forma di manipolazione, incluso il taglietto rituale, ma solo dopo aver fatto una campagna di educazione di massa, appunto per evitare di indurre alle pratiche clandestine.

    http://www.eritreaeritrea.com/mutilazioni_genitali_femminili%20in%20Eri

    • chiaralesta

      Pare che il link qui sopra non funzioni:
      Questo è quello giusto: http://www.eritreaeritrea.com/mutilazioni_genitali_femminili%20in%20Eritrea%20vietate%20per%20legge.htm

      In cui si legge che per eliminare la pratica clandestina e per poter avviare un cambiamento graduale ci si è accontentati, in un primo momento, di sostituire l’infibulazione con una forma di circoncisione in tutto analoga a quella maschile, che è pure accettata in moltissime nazioni civili. Poi, si è passati all’abolizione completa di ogni tipo di manipolazione.
      Si può discutere sull’ efficacia di questo approccio (ma con dati oggettivi) ma non accusare chi lo propone di voler torturare delle bambine “per far contenti i genitori.”
      Vorrei anche ricordare che con lo spauracchio della denuncia se un medico si accorge che la bambina è stata infibulata, i genitori non la porteranno mai dal medico -neanche quando di ammala- per paura. La porteranno da qualche santone/a. Quindi queste povere bambine, oltre a essere state segnate per la vita, non avranno neanche accesso a cure mediche adeguate quando si ammalano.

  8. La pratica dell’infibulazione è condannata in Eritrea e molti Paesi africani stanno seguendo l’esempio, e tu, Chiara, vorresti che la facessimo noi anche se in forma ridotta?
    Forma ridotta che non verrebbe accettata dai genitori. E, te lo ripeto ancora per più di una volta, chi dei medici italiani dovesse farlo è punito dalla Legge.
    Non capisco la tua ostinazione!
    Sono invece d’accordo con te e con l’amica giapponese di Cecchini nel cercare di combattere dialetticamente,politicamente, socialmente il fenomeno, ma non con Maurizio che dimostra un certo disprezzo verso chi non è di cultura e tradizione occidentale.
    Lo slogan dovrebbe essere come un “comandamento” da osservare.

    Sulla tua sospensione,Maurizio, ho già detto che mi è sembrata esagerata e che il tuo omonimo avrebbe potuto darti un “caveat”.
    Giuste o sbagliate che siano le norme che regolano il Sito di Medicitalia.it, ci dobbiamo attenere.
    Minacciare querele e denunce per ciò che si può verificare nel Sito coinvolgerebbe lo Staff (che ne è il proprietario) se non altro come testimone.
    Ne converrai che lo Staff non ha piacere, visto un tale rischio, di doversi trovare nelle aule di Tribunale di tutta Italia, un giorno si e uno no.

    Infine ricordo a Chiara che se nello svolgimento della professione, un medico viene a conoscenza di atti lesivi che possano essere sospetti di reato, ha l’obbligo della denuncia.

    • chiaralesta

      Giovanni, se hai letto il link che ho messo io sull’eritrea, vedrai che la loro legge è del 2007 ma preceduta da qualche anno di adattamento ammettendo solo la circoncisione (ugiale a quella maschile). La nostra legge è del 2006 ma è carta straccia senza un’ azione educativa. E gli effetti sono che si continua a ricorrere alla grande alla clandestinità.
      Quanto al fatto che che c’è l’obbligo di referto (non denuncia) se un medico scopre atti sospetti di essere perseguibili d’ ufficio, mi pare di averlo scritto prima di tutti. Per questo mi preoccupo: perché la bambine operate clandestinamente non vedranno mai un pediatra, neanche se gravemente ammalate, perché i genitori avranno paura di essere denunciati.
      Perseguibili d’ufficio sono le lesioni personali gravissime, con riduzione della funzione d’organo; quindi l’infibulazione sì, ma la circoncisione no (se no dovrebbero essere denunciati tutti i genitori ebrei e musulmani), men che meno la semplice puntura che non lascia danni permanenti.

  9. Maurizio, questa mattina mi è arrivata questa e-mail:

    Mi auguro di poterci trovare questa volta, Io ho fatto un viaggio a Edimburgo, Scozia e mi hanno rubato la mia borsa con il passaporto e gli affetti personali. L’ambasciata mi ha solo rilasciato un passaporto temporaneo ma Io devo pagare il biglietto e saldare le fatture alberghiere. Io ho fatto contattare la noia banca ma mi ci vorrebbero 5 giorni lavorativi per accedere ai fondi nel conto da Edimburgo.

    Western Union transfer ? la migliore opzione per inviarmi denaro. Fammi sapere se hai bisogno dei miei dati (nome completo/localit?) per fare il trasferimento. Puoi raggiungermi via email

    Fammi sapere se puoi essere d’aiuto.

    Grazie,
    — Maurizio Cecchini Cardiologo Medicina di Urgenza Universitaria Pisa

  10. Grazie Giovanni della segnalazione . É stato un phishing che mi ha creato molti problemi, per decine di telefonate di persone che mi chiedevano se avessi davvero bisogno. Grazie comunque della segnalazione.

    @ Lestucci.
    Scusa ma non so a quale tuo post tu ti riferisca. Non ce ne sono in moderazione, dal momento che questo blog NON è moderato. Quindi prima di parlare di censura controlla se tu l abbia invita correttamente, perché per me é impossibile, oltre che impensabile censurare post in entrata. Se tuttavia tu avessi problemi re invialo adesso.
    Poi con calma rispondo a tutti. Grazie comunque della partecipazione, per il momento

    • chiaralesta

      Ho fatto copia-incolla di questo post che avevo inviato alle 16.29, che vedo quando faccio log-in con il mio nome e ha sopra la scritta
      “Your comment is awaiting moderation. ”

      Il testo “Il link sopra non funziona” era stato postato come fosse una risposta a quello. Quindi non ho le traveggole!

      Comunque questo era il testo

      Quanto al primo punto, se in casa mia viene uno che si comporta in modo da violare le mie regole, io ho il diritto di buttarlo fuori (ovviamente non usando la violenza). Buona educazione e buon senso dovrebbero evitare di dover ricorrere alla forza pubblica.
      In un sito di professionisti, dove bisogna fare richiesta di iscrizione e che ha stabilito delle regole, chi non rispetta le regole può essere temporaneamente interdetto o espulso.
      Anche se la minaccia di denuncia alla pubblica utorità è risibile, visto che si parla di opinioni espresse in una comunità ristretta e non accessibili a chiunque.

      Nonostante la legge che proibisce l’infibulazione abbia ormai 6 anni, la situazione è ancora questa. Migliaia di bambine INFIBULATE, cioè sottoposte a asportazione del clitoride e mutilazione estesa dei genitali esterni, con lesioni non reversibili.

      http://www.corriere.it/salute/12_ottobre_19/bambine-infibulazione_7ad4e014-19f0-11e2-86bd-001bc48b3328.shtml

      Il copia-incolla di quello che ho scritto lo faccio io, così il mio pensiero appare completo e non vengono riportate delle frasi isolate dal contesto:
      1) NON POSSO DIRE “MALEDETTI MASCHI” PERCHE’ LE DONNE (MAMME E NONNE) SONO COMPLICI
      2) A QUESTE PERSONE VA IMPEDITO DI FARE DEL MALE ALLE BAMBINE

      MA ANCHE:

      3) PUNIRLE DOPO CHE LO HANNO GIA’ FATTO E’ CHIUDERE LA STALLA DOPO CHE I BUOI SONO SCAPPATI
      4) BUTTARLE FUORI D’ITALIA E DIRE “QUESTE PORCHERIE NON FATELE SOTTO I MIEI OCCHI” E’ PILATESCO.

      Questo ho scritto in altri post:

      #21 L’infibulazione serve a limitare l’autonomia della donna, a “garantire” il controllo totale del maschio e la fedeltà (anche impedendo il piacere sessuale). E’ una prevaricazione e causa gravi problemi di salute.

      #27 (bisogna).. .allertare il tribunale dei minori e far togliere la patria potestà ai genitori che vorrebbero infliggere una lesione gravissima alla figlia.

      #30 … bisogna cercare di agire per far cessare questa pratica, non solo per non vedere che viene mantenuta!
      Stiamo parlando di bambine che vengono sottoposte a una violenza orribile: vogliamo provare a proteggerle anche se non sono le nostre figlie, o solo girare la testa dall’altra parte?

      #35 … se un medico (pediatra, ginecologo o altro) vede che una bambina è stata sottoposta a infibulazione ha l’obbligo di fare il referto e denunciare i genitori per lesioni personali gravissime (con l’aggravante della potestà genitoriale).
      … ai genitori che chiedono l’intervento, spiegare … che è PROIBITO, … loro si guardino bene da farlo fare a qualcun altro perché verrebbero denunciati e gli verrebbe sottratta la custodia della figlia.

      #59 …questa pratica è proibita dalla legge italiana anche nell’adulta consenziente, tanto quanto il suicidio assistito.

      #73 1) L’infibulazione … è proibita dalla legge italiana (anche se fosse su richiesta della diretta interessata maggiorenne) … Quindi non si può MAI fare.
      2) se fatta fare a una minorenne daì genitori è …perseguibile d’ ufficio per cui chi trovasse una bambina che l’ha subita dovrebbe denunciare i genitori. Non so …se questi siano perseguibili anche se l’hanno fatta fare in una nazione in cui è concessa; se non fosse così URGE UNA LEGGE … per scoraggiare la scappatoia del ritorno in Africa

      #126 Il mio unico dubbio è, a questo punto: come possiamo noi come medici e cittadini, aiutare le future generazioni a uscire da questa barbarie?

      SI’, io trovo etico fare una puntura di cui la bimba non si ricorderà e che non lascerà alcun segno, se questo serve a impedire che la bambina venga riportata in Africa e sottoposta a un intervento barbaro, doloroso, che la segnerà per il resto della sua vita.

      Perché non mi basta non vedere e far finta di non sapere.

      Secondo me NESSUNO DOVREBBE METTERE LE MANI SUGLI ORGANI GENITALI DI BAMBINI E BAMBINE PER MOTIVI NON MEDICI (inclusi pertò anche ebrei e musulmani maschi). CHIARO? IL PROBLEMA E’ SOLO COME ARRIVARE A QUESTO.
      Proibendo anche la circoncisione maschile e il buco nelle orecchie ai bambini, si darebbe già un segnale di rispetto del corpo del bambino in generale, applicabile a chiunque.

      Per il resto, la proibizione da sola non basta.

      In Eritrea hanno proibito per legge ogni forma di manipolazione, incluso il taglietto rituale, ma solo dopo aver fatto una campagna di educazione di massa, appunto per evitare di indurre alle pratiche clandestine.

      http://www.eritreaeritrea.com/mutilazioni_genitali_femminili%20in%20Eri

    • chiaralesta

      Comunque mi chiamo LESTUZZI, non Lestucci. A meno che non si voglia insinuare che sono una merdaccia come Fantozzi che veniva chiamato Fantocci.

  11. Mi scuso ma la mia posta elettronica é fuoriuso stasera per un attacco phishing e pertanto può darsi che io non possa essere veloce nelle risposte dato che wordpress mi invia i vostri post su email. Provate comunque.
    Grazie

  12. Chiara,
    1)la circoncisione nell’uomo non è una mutilazione perchè non provoca alcun danno nel piacere sessuale,anzi lo aumenta, mentre la cosiddetta circoncisione femminile non ha alcuna utilità e compromette la sessualità.
    2)secondo te quando si fa un referto, questo referto a chi lo si fa? al Vescovo? No! Lo si fa all’Autorità Giudiziaria. E non è una denuncia?
    3)Dove ho scritto , per un refuso, manca lo slogan che è “Nessuno qui è straniero”

    • Dove ho scritto lo slogan dovrebbe essere un comandamento da osservare, lo slogan è

      Maurizio, c’è qualcosa che non va. Saltano le parole. I post nuovi si inseriscono prima dei vecchi.

    • chiaralesta

      La circoncisione maschile E’ una mutilazione, visto che implica l’asportazione di parte del prepuzio. Non è una “lesione personale gravissima” in quando non riduce stabilmente la funzionalità dell’ organo. Non so se aumenti la sensibilità (a me un collega che l’aveva fatta da adulto aveva detto eattamente il contrario); ci sono studi su chi si è circonciso da adulto e può paragonare il prima e il dopo? Su che basi dici che sulle femmine compromette la sessualità? Parlo di circoncisione, NON di asportazione del clitoride! E ovviamente escludo quella fatta male per cui la cicatrice può strozzare il clitoride. La circoncisione maschile ha un’ utilità nei paesi in cui scarseggia l’acqua, dove le malattie sessuali sono molto diffuse, ma in Italia, e nei paesi civilizzati no. E’ una tradizione religiosa comune a ebrei e musulmani e comunemente accettata.

  13. Comunicazione di servizio: dovrei essere riuscito a sistemare tutti i problemi verosimilmente legati al “phishing” perpetrato sulla mia casella di posta elettronica. Mi scuso con gli utenti degli eventuali disguidi. Grazie

  14. Maurizio,
    ho ricevuto la tua e-mail e ti ho risposto. Ti è giunta la risposta?

  15. COMUNICAZIONE DI SERVIZIO
    Dovremmo essere riusciti a rimediare ai problemi legati al “phishing” che ha colpito ieri la mia casella di posta elettronica. Mi scuso di qualche inconveniente che potrebbe essere accaduto. Grazie. Cecchini

  16. @Lestuzzi.
    Guardi che nessuno qui censura nessuno,. Come le ho spiegato c’e’ stato un phishing sulla mia email personale che e’ collegata a questo sito che ha combinato diversi problemi. Piu’ di scusarmi per gli eventuali inconvenienti pubblicamente non ho potuto fare. Poi pensi cio’ che vuole. arrivederci

    • chiaralesta

      @Cecchini
      Che ci siano stati problemi dovuti al phishing lo hai scritto alle 21.
      Più di 3 ore prima e ancora 2 ore prima io trovavo il mio post bloccato con la scritta che ho riportato, mentre altri post successivi venivano pubblicati. Era logico pensare a una censura, nel momento in cui l’ho scritto!

  17. Guarda Lestuzzi, hai pubblicato più post tu su questo siti di quanti articoli abbia scritto io, quindi mi pare che la tua lamentela di censura sia veramente ridicola.
    Detto queto io ritengo che non e’ che dal momento in alti paesi, Cina ed alcuni stati degli USA c’ele la pena di morte allora dobbiamo fare in modo che se arriva un cinese od un americano possa applicarla perche’ e’ sua tradizione. Il cinese e l americano si adeguano. IN Italia la pensa di morte (per fortuna) non c’e’.
    Quindi tu rimani della tua opinione, io rimango fermamente della mia, che abdicare anche di poco a riti od usanze religiose in nome di una male inepretata ospitalita’ sia sbagliato.
    Gia’ non sopporto le religioni, che poi mi vengano anche a comandare nel mio stato laico, questo no.

    • chiaralesta

      Cecchini,
      1) ho già spiegato che PENSAVO di essere stata censurata perché i miei post non comparivano e quelli di altri no, PRIMA di sapere che il server aveva problemi!

      2) Perché non cominci una battaglia contro la circoncisione rituale dei bambini? Sarebbe più coerente.

      3) Tu sei di quelli che dicono “Cacciamo gli zingari dal nostro comune. Vadano a rubare altrove”?

      4) Dimmi dove ho scritto che bisogna “abdicare a riti … in nome di una … ospitalità”. Ho scritto che, finché sono in Italia, dobbiamo cogliere l’occasione di intercettare i genitori PRIMA che compiano un rito che farà DANNI IRREPARABILI a una bambina innocente. Se non ci fosse il rischio concreto delle pratiche clandestine, sarei anche io contro qualsiasi compromesso.

  18. Lestuzzi. Mi pare che tu c’è l abbia con me più di quanto tu c’è l abbia contro queste persone che compiono questi riti orribili.
    Io non ho alcun interesse a convincenti della mia opinione. Rimani pure della tua. Per ciò che concerne i rom ( ma che c entrano?) si io sono quelli che non li vorrei a casa mia perché rubano , e sa benissimo inoltre che le bambine Rom sono date in sposa quando ancora minorenni. È la polizia non fa niente. Si, non li vorrei vicino a casa mia, e quindi?

    • chiaralesta

      Cecchini,
      tu puoi restare della tua opinione e io della mia, tanto non siamo ginecologi, chirurghi o legislatori e quindi – a parte partecipare a raccolte di firme da parte di Avaaz, Amnesty o altre associazioni- non possiamo influire sul problema.
      Io ce l’ho con te non per quello che pensi ma per il fatto che attribuisci ad altri pensieri che non hanno e che ti spacci per martire censurato perché si opponeva all’ infibulazione, quando questo semplicemente non è vero.
      Quanto ai rom li ha tirati fuori la tua amica giapponese qui sopra e l’esempio era: “Visto che rubano, ci limitiamo a cacciarli dal nostro comune, così vanno a rubare altrove o cerchiamo di impedire che continuino a rubare e soprattutto a mandare i bambini a rubare?”. Tu hai risposto : “Non a casa mia”. La conseguenza logica è “Degli altri chissenefrega”

  19. Gentile Dott.ssa Lestuzzi, io non ho le capacita’ ne’ la possibilita’ di cambiare da solo leggi , metodi educativi o la vigilanza delle Forze dell’Ordine. Mi limiti quindi, purtroppo, a difendere me stesso e la mia famiglia. Quindi non posso fare altro che battermi affinche pratiche che io ritengo obbrobriose, incivili e barbare non vengano effettuate nekllo Stato al quale appartengo per cittadinanza e che ladri di professione, che inviano minorenni a rubare perche’ non possono andare in carcere, che violentano figlie e nipoti rendnndole incinte, che picchiano i propri figli se non portano abbastanza soldi al campo, che li fanno vivere nella sporcizia mentre i padri sfoggiano macchine di lusso (rubate) che viaggiano senza assicurazione stiano almeno lontani da dove abito.
    Posso chiedere , come tutti fanno l’intervento delle forze dell’ordine, ma questo appello cade sempre nel niente.
    Lei puo’ avere le sue opinioni e come vede le puo’ esprimere liberamente, conto quindi di poterlo fare anche io.

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