Facebook YouTube Google Maps E-mail RSS
magnify
Home Medicina Varie Mirtilli e fragole: meno 32% di infarti nelle donne
formats

Mirtilli e fragole: meno 32% di infarti nelle donne

mirtilliFrutti di bosco amici del cuore delle donne. Gli scienziati assicurano: mangiare in una settimana tre o più porzioni di mirtilli e fragole può aiutare il gentil sesso a ridurre il rischio di infarto di oltre un terzo. La stima è il risultato di uno studio pubblicato su ‘Circulation’, rivista dell’American Heart Association. Colorare di rosa e di viola la tavola conviene, osservano gli esperti. Mirtilli e fragole, infatti, contengono alti livelli di flavonoidi, sostanze presenti anche nell’uva e nel vino, nelle more e nelle melanzane. In particolare, l’effetto ‘salva-cuore’ viene collegato a una specifica sotto-classe di flavonoidi, gli antociani, che potrebbero contribuire a dilatare le arterie, contrastare l’accumulo di placche e produrre altri benefici cardiovascolari.

“Mirtilli e fragole – spiega uno degli autori della ricerca, Eric Rimm, professore associato di Nutrizione ed epidemiologia all’Harvard School of Public Health di Boston – possono essere facilmente combinati con quello che le donne mangiano ogni settimana. Si tratterebbe di un semplice cambiamento nella dieta che però potrebbe avere un impatto significativo sugli sforzi di prevenzione”. Del resto, precisano, è possibile che anche altri alimenti producano lo stesso risultato. I ricercatori della Harvard School of Public Health americana e dell’University of East Anglia nel Regno Unito hanno condotto uno studio prospettico sulle 93.600 donne fra i 25 e i 42 anni ‘registrate’ nel maxi database del Nurses’ Health Study II. Donne che, fra le altre cose, hanno compilato questionari sulle loro abitudini a tavola ogni 4 anni per 18 anni.

Durante lo studio si sono verificati 405 attacchi di cuore e, secondo l’analisi degli scienziati, le donne che hanno consumato più fragole e mirtilli sono risultate avere un rischio di infarto ridotto del 32% rispetto a quelle che consumavano i frutti di bosco sono una volta al mese o meno, indipendentemente dal fatto che la loro dieta fosse eventualmente ricca di altra frutta e di verdure. “Abbiamo dimostrato che mangiare fin dalla tenera età una quantità maggiore di fragole e mirtilli potrebbe incidere sul rischio di infarto in età più avanzata”, conclude Aedín Cassidy, primo autore dello studio e capo del Dipartimento di nutrizione della Norwich Medical School (University of East Anglia, Norwich).

Fonte Adnkronossalute – Univadis.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

ATTENZIONE! Rispondi alla verifica: *