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…veni..vidi…vici !!

images“Veni, vidi, vici (lett. Venni, vidi, vinsi) è la frase con la quale, secondo la tradizione, Gaio Giulio Cesare annunciò la straordinaria vittoria riportata il 2 agosto del 47 a.C. contro l’esercito di Farnace II a Zela nel Ponto.

Le parole vengono citate nella Vita di Cesare (50, 6), una delle famose Vite del biografo greco Plutarco.

« Subito marciò contro di lui con tre legioni e dopo una gran battaglia presso Zela lo fece fuggire dal Ponto e distrusse totalmente il suo esercito. Nell’annunziare a Roma la straordinaria rapidità di questa spedizione, scrisse al suo amico Mazio tre sole parole: “Veni, vidi, vici”. »
(Plutarco, Vite Parallele: Alessandro e Cesare, BUR. Milano, 2004. Trad.: D. Magnino)”

Fonte Wikipedia

 

E’ molto simile a quello che quotidianamente nei nostri corsi insegniamo e diffondiamo: AGISCI !

Persona a terra che non risponde e pare che non respiri? 

Chiama il 118, chiedi che ti portino un DAE, inizia a massaggiare il torace.

Appena arrivato il DAE, accendilo e segui le istruzioni vocali. 

Non puoi sbagliare e la macchina non sbaglia: se e’ presente un ritmo defibrillabile ti dirà’ di premere un pulsante, altrimenti ti ordinerà’ di continuare a massaggiare, istruendoti a voce alta su come fare un corretto massaggio cardiaco.

Semplice , no? 

Arriva, guarda e vinci.

In circa il 50% dei casi l’arresto cardiaco rianimato così ha un esito positivo con ripresa del paziente: dipende solo da te

Tutto qua.

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Come di usa un DAE

 
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Il male che fa bene

400_F_25336642_mIn9TvPUEopheYzGrrpYDT2IGpRcL7wxQualche anno fa, in una delle mie abituali visite nella mia amata Irlanda, andai in un  museo della scienza e della tecnica.

Un posto bellissimo, dove i ragazzi potevano apprendere facilmente i fenomeni della fisica, dalla idraulica, alla elettronica, all’acustica, alla scienza della luce.

All’uscita, come ultima cosa per i ragazzi, c’era una recinto grande con due seggioline a rotelle, ma c’erano gradini, una porta stretta che si poteva chiudere ed aprire, un lavandino per lavarsi, un cesto da basket, una palla , una piccola casa insomma.

E non c’era alcun cartello.

I ragazzi sedevano sulla sedia a rotelle e provavano fare ciò  che di solito fanno, ma  con l’handicap della sedia a rotelle.

Istruttivo, diretto e non retorico.

Ora  per una banale caduta dalla moto ed una banale frattura ed una immobilità’ forzata di poche settimane, mi rendo conto di questo.

Ed e’ benefico.

Capire le difficoltà , capire che siamo fragili, e che tutti siamo prima o poi , per non dire sempre , dipendenti dagli altri, non fa nient’altro che bene.

Le giornate non sono più’ frenetiche, tutto appare rallentato e difficile, ed al tempo stesso si ha più tempo per pensare.

Per esempio per scrivere questo articolo, che altrimenti non avrei mai scritto.

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Sanremo 2015: il video di CecchiniCuore

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