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Santa Maria a Monte: scuola cardioprotetta

Abbiamo tenuto ieri il nostro corso BLSD gratuito agli insegnanti ed al personale dell’ Istituto Comprensivo Statale “G. Carducci”, in via delle Querce, 13  a Santa Maria a Monte.

Poco prima del corso BLSD

Poco prima del corso BLSD

Nella Scuola e’ gia’ presente un DAE,a nche se per le dimensiioni e la logistica dell’ Istituto sarebbe opportuno provvedere ad installarne un secondo.

Una sessantina le persone formate all’uso del DAE ed al massaggio cardiaco, in un corso ancora una volta fluido e che ha destato molto interesse tra i partecipanti.

Con questo DAE abbiamo raggiunto quota 361 defibrillatori pubblici.

Un ringraziamento a tutto il personale  della Scuola per l’interesse e per la perfetta organizzazione dell’evento.

La consueta foto di fine corso, con tutti i partecipanti

La consueta foto di fine corso, con tutti i partecipanti

 

 
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Di ignoto, foto scattata nel vicolo di fianco a Palazzo Blu a Pisa. Ringrazio l'anonimo artista.

Di ignoto, foto scattata nel vicolo di fianco a Palazzo Blu a Pisa. Ringrazio l’anonimo artista.

…ha battuto il mio cuore in questi 60 anni.

Anzi penso qualche milione di volte di più’ perché’ aumentava la frequenza di fronte a dolori, dispiaceri, amori, gioie, e quindi il calcolo e’ approssimativo.

Il mio cuore non mi ha mai chiesto niente: in silenzio, ha sopportato tutto ciò che gli ho fatto affrontare, nelle decadi.

Con il suo monotono suono ha tenuto dietro a tutte le mie folli richieste. Consiglierei a tutti di ascoltare, almeno una volta nella vita, il battito del proprio cuore.

E’ meraviglioso,  incanta, sorprende, stupisce.

Solo gli stupidi avvertono solo il primo ed il secondo tono: perché’ e’ musica .

 Quando s’ammalo’, anni fa, e pensavo seriamente che si fosse giustamente incavolato per i soprusi che gli ho imposto, non mi ha mai tradito.

Spesso ha brontolato, eccome se l’ha fatto , quando pretendevo troppo.

Sembrava dirmi …”ma te che curi i cuori di tutti a me non pensi mai?”.

Lo chetavo dicendogli: “ti e’ andata male a nascere dentro di me, e non esser geloso !”

E siamo vissuti assieme per 60 anni tra amori, gioie, lutti, allegrie, enormi difficolta’, cattiverie e qualche soddisfazione..

E so che quando non ce la farà’  più non sarà’ per tradirmi, perché’ anche l’ultimo battito lo farà’ per me.

Auguri vecchio amico mio.

Con tutto il male che ci hanno fatto in questi anni e’ gia tanto se mi lasci la possibilità’ di scrivere sulla tastiera.

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La “42”

ambulanzePubblico qui un piccolo brano che ha riscosso molto successo sulla mia pagina Facebook.

Una piccola “Legenda” per i non toscani e non Pisani:

  • la 42 e’stata la prima ambulanza italiana di emergenza cardiologica con cardiologo 24 ore/24, cardiotelefono. Era il 1986 (30 anni fa e…30 kg fa…)
  • Via Traversagna, di Migliarino Pisano e’ la zona dove alcune donne , ma anche tanti uomini, praticano il mestiere più vecchio del mondo
  • Via San Martino e’stata la storica sede della Pubblica Assistenza di Pisa, presso la quale ho vissuto, da medico di urgenza,  forse i migliori anni della mia vita
  • il testo e’ in pisano, ma facilmente comprensibile.

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Stamani vado a compra’ il giornale e con la stampella faccio un pigione sul piede d’un signore
scusi, dico io imbarazzato.

Maurizio sei te?

Lo guardo e lo riconosco dopo un po’.

Madonna beata sei te’ ?
E’ mill anni che ‘un ci si vede…stai bene?
Da una parte si, a destra…dico io facendogli vedere la stampella.
invecchi anco te allora! mi dice.
Deh, perche’ non dovrei? e’ segno che son sempre vivo, no?
Hai messo su pancia eh? dice con fare furbetto, dandomi una pacca sull’addome.
eh beh, ma anche tu ma’ vedo che e’ sempre a lavora’ in Traversagna gli ho risposto secco secco.
rimane zitto.

In quel momento passa l’Assistenza a sirena:

non pole esse’ la 42….ma mi pare sia lo stesso suono…e’ la bitonale con compressore…”
alzo gli occhi pe vede’ chi guida.
due ragazzi giovani, con le divise pulite, attenti alla guida.
Non li conosco , dico tra me e me, come se potessi riconosce’ tutti quei bravi ragazzi.
Te lo ricordi quand’eramo in San Martino?? quante notti s’e’ fatto insieme.
Si mi ricordo bene, quasi ogni giorno e notte mi ricordo di quei tempi.
quanta gente s’e salvato e quanta gente s’e’ visto mori’…
e s’era sempre sporchi si sangue, mota e merda.

Abbasso la testa e faccio di si con la testa.
Giro l’occhi per vedere quei frullini blu allontanarsi, portandosi via il suono.
portandosi via il mio cuore che su quell’ambulanza ho lasciato.

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Sono senza parole

ambulanzaVi allego l’articolo pubblicato sul sito de “La Nazione”, evitando alcun commento, perché’ ritengo che questa storia si commenti da sola.

 
“Codice rosso, ma l’auto medica non ha il defibrillatore: muore 57enne
Un’ambulanza, chiamata anch’essa ad intervenire, non è riuscita a trovare il luogo dove era necessario accorrere
Viareggio, 29 agosto 2013 – Un uomo di 57 anni colpito da un malore è morto dopo che l’auto medica che è intervenuta per soccorrerlo non aveva il defibrillatore a bordo, mentre un’ambulanza, chiamata anch’essa ad intervenire, non è riuscita a trovare il luogo dove era necessario accorrere: quando è finalmente giunta sul posto una seconda ambulanza, era ormai troppo tardi.
A rendere noto l’accaduto a Pietrasanta è stata la stessa Asl 12 di Viareggio che ha aperto una verifica interna.
Brunero Baldacchini, direttore generale della Asl 12 di Viareggio, ricostruisce così quanto avvenuto: “Stamani è successo un fatto grave: un uomo, al quale la Centrale Operativa del 118 aveva assegnato il codice rosso, è morto”. Intorno alle 8 la centrale operativa della Asl di Viareggio ha ricevuto una richiesta di soccorso per una persona che aveva perso conoscenza in località Strettoia nel comune di Pietrasanta ed ha assegnato un codice rosso alla missione, attivando immediatamente, come da quale eprotocollo, l’auto medica con medico e infermiere a bordo con partenza dal distretto Asl di Querceta, e contemporaneamente l’ambulanza, con partenza da Seravezza. L’auto medica è giunta sul posto circa 7 minuti dopo la chiamata, e il medico e l’infermiere hanno iniziato subito le manovre di rianimazione, ma non avevano il defibrillatore. L’ambulanza ha avuto difficoltà a trovare la località, quindi ne è stata attivata una seconda, che è giunta sul posto dopo circa mezz’ora dalla richiesta di soccorso. A quel punto è stato usato il defibrillatore, ma inutilmente. “L’errore che è stato commesso è grave – dice Baldacchini – Le procedure prevedono che l’auto medica debba avere il defibrillatore a bordo e che sia l’infermiere a fare la check list delle attrezzature”. E’ stata subito attivata una verifica interna, e coinvolto il Centro Regionale per la gestione del rischio clinico. Il magistrato ha disposto l’autopsia, dalla emergeranno le reali cause del decesso dell’uomo.”

 

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