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DNR = do not resuscitate

dnr-tattoo1L’ acronimo DNR in inglese significa “do not resuscitate” (non rianimare).

Ma che ci fa un articolo del genere in un sito che parla di morte improvvisa, di rianimazione precoce?

C’entra eccome.

Perche’ nei paesi anglosassoni, e non solo, e’ lecito esprimere la propria volontà’ in caso di patologie gravissime, volontà’ che a volte dipendono da motivi culturali, talora religiosi, talora etici.

Ci sono persone in questi paesi che indossano collanine  o schede plastificate nei documenti sui quali e’ scritto “NON RIANIMATEMI”, oppure se lo fanno tatuare direttamente sul petto, affinche non vi sia alcun dubbio sulla propria volonta’.

Addirittura negli ospedali e’ permesso che un cartello con la stessa scritta venga fatta applicare dal paziente alla testata del letto…se vado in arresto cardiaco, per favore non fate niente.

Noi italiani invece , per cultura, per religione, per mentalità’ troviamo giusto provare il tutto per tutto, anche per un parente terminale che non vede l’ora di sfuggire dal mondo reale di sofferenza di dipendenza da altri e da farmaci. Di solito stimoliamo un accanimento terapeutico senza fine per non renderci conto che quella vita (che può’ essere della madre, del padre , del figlio….di un parente caro) che quella vita che sta conducendo da mesi e’ invivibile per il paziente, e che il tenerlo in vita con marchingegni farmacologici, meccanici rappresenta una soddisfazione per noi, ma una tortura per quel povero cristo condannato da una malattia inguaribile.

Esiste, voglio dire, una coscienza della qualità’ di vita, di valutazione della vita futura, che nel nostro paese  risulta spesso incomprensibile ai molti.

Ci troviamo spesso di fronte a novantenni , ma anche più’ giovani , ammalati di tumore incurabile, spesso devastante e doloroso che ha una fine in termine di giorni, settimane, talora mesi.

Ed il mantenere queste persone in vita , obbligandole a mangiare con un sondino nasogastrico, fleboclisi nutrienti, etc, appare per me essere una forma di enorme egoismo mascherato da amore.

Lo stesso dicasi per le autopsie, obbligatorie in tutto il mondo occidentale nei casi di morte da origine incerta. Non quelle sospette per un reato, ma anche quelle per morte naturale, come la morte improvvisa.

Le nostre Universita’ ed i nostri Ospedali molto raramente si trovano ad eseguire autopsie su questi deceduti. Eppure sono 200 al giorno….uno ogni 8 minuti.

Perche’ ai familiari non viene detto esplicitamente che va fatta l’autopsia…ma solo …se volete eseguiamo l’autopsia. Cosa che e’ richiesta a gran voce dai parenti quando il nonno 90 enne con cancro metastatico muore di fronte al Dott. Rossi. E viene chiesta non per capire perché il nonno sia morto (cosa evidente data la patologia di base) ma per capire se ci sia possibilità’ di rivalsa legale contro il Dott Rossi.

“E’ stato fatto tutto il necessario?”  ” si poteva fare di più’?”  “L’ambulanza ha tardato 20 minuti …” (in un paziente condannato da una malattia terminale senza ritorno.

Il fatto di non eseguire esami autoptici comporta che tutto il sistema diagnostico post-mortem (dalla autopsia alle indagini microscopiche ed a volte cromosomiche) in Italia sia lentissima.

Se non faccimo fare autopsie ai nostri parenti meno studenti di medicina saranno in grado di farlo, meno dati riceveranno el varie anatomie patologiche , meno dati avremo noi medici per curare le malattie.

Ecco perche’ tutte le statistiche di rilievo sono estere: perché’ li seguire le autopsie e’ obbligatorio in caso di morte improvvisa: non si deve chiedere l’autorizzazione ai parenti, si fa e basta e tutti sanno che per principio va fatta.

Loro hanno i dati e noi ci teniamo i morti.

Senza capire perche’ essi siano morti improvvisamente.

Puoi commentare liberamente questo articolo, come sempre, cliccando su “Comments” in celeste, qui in basso a destra. Grazie

 

5 Responses

  1. giovanniattucci

    E’ di enorme conforto leggere articoli come il tuo.
    Il senso di solitudine e di impotenza che ti attanaglia nel vivere in un paese in cui la cultura è in mano a maghi ( divisi fra veri e non veri) e astrologhi non scompare ma anche in un vecchio, che ormai non sogna più un mondo migliore, almeno lo attenua per qualche minuto.
    Grazie
    Giovanni

  2. chiaralesta

    Concordo al 110%. Ottime considerazioni.
    Aggiungerei la paura (immotivata) di alcuni medici a dare farmaci anche pesanti per lenire il dolore, o per sedare pazienti terminali che soffrono per la tosse incoercibile, o la mancanza di fiato. Lunga o breve che sia l’ agonia, almeno senza sofferenza! Ho sono stata accanto a entrambi i miei suoceri (in tempi diversi) nella loro ultima notte.
    Mio suocero era in un reparto di medicina, in un normalissimo piccolo ospedale. Il medico verso le 10 di sera è passato, ha visto che tossiva e boccheggiava nonostante l’ ossigeno e mi ha proposto di sedarlo, cosa che ho accettato sensa alcun dubbio. Mio suocero si è assopito, verso le 4 del mattino ha respirato sempre più piano e poi ha smesso. Ho chiamato il medico che mi ha chiesto educatamente (ma facendo ben capire che cosa ne pensava) se volevo rianimarlo. E io ho risposto che non ci pensavo nemmeno.
    Mia suocera aveva un cancro allo stomaco, era ormai incosciente, ma squassata da contrazioni ed emetteva lamenti incomprensibili. Per ottenere un po’ di morfina in più (e fatta intramuscolo, poi!) ho dovuto discutere a lungop con la suora. Ed era in un Hospice oncologico!

  3. ha ragione signora . benché ci sciacqui la bocca per un ospedale senza dolore c’è ancora tanta strada da fare.la morfina è un farmaco
    prezioso , molto maneggevole e poco costoso. il problema è culturale

  4. Umberto

    E in articolo veramente esaustivo sulla sannita e sulla cultura medica italiana speriamo siano sempre di più le persone che ragionando sposano tesi mediche he salveranno vite solo se vale la pena di viverle

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