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Grazie Ortonovo !

DAEortonovoSi e’svolto ieri , 27 Agosto, il Corso BLSD di Cecchinicuore presso l’ AVIS di Ortonovo.

Subito dopo e’ stato installato nel cuore del paesino il DAE, che rappresenta il 139esimo della nostra campagna

Molte le persone persone , oltre 50, che riceveranno l’attestato di partecipazione. Un numero non indifferente se si considera che Ortonovo ha circa 200 abitanti.

Desidero ringraziare tutti gli abitanti per la accoglienza e per la loro attenzione al corso ed alla iniziativa.

Un ringraziamento particolare a Mirco Ferrari , instancabile organizzatore dell’evento, che ci ha inviato questa mail, che mi piace pubblicare:

“Ciao Maurizio,

 
anch’io sono contento della serata di ieri sera, ho ricevuto tanti complimenti anche tuoi, della tua “relazionalità” che usi con le persone che non c’entrano nulla con il tuo lavoro, sai entrare nella simpatia della gente, ti voglio dire bravo.
 Mi sembra importante sottolineare che un piccolo paese con 250/270 abitanti e lontano km da un eventuale intervento di ambulanza o quant’altro sia riuscito a posizionare un DAE pubblico”
Naturalmente l’ AVIS  è comunale, quindi raggruppa tutto il comune 7/8.000 abitanti però Ortonovo paese è la frazione piu distante di tutto il comune, e poi il fatto che il Parroco, il Rappresentante del comune, il Maresciallo dei carabinieri e Paolo Sabastiani titolare della CM snc – carpenteria metallica abbia donato la teca, sono quelle cose che nei paesi hanno la loro importanza.
 
Ormai sei uno di noi spero di avere altre occasioni per  ripassare dei bei momenti
 Un Abbraccio. Mirco”

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250.000 cuori che battono per noi

Strawberry Hearts250.000 cuori. Un quarto di milione.

Non era certo questo che pensavamo, quando noi di Cecchini Cuore abbiamo iniziato la nostra avventura informatica con il nostro sito.

In fondo, ci dicevamo, è un sito di nicchia, che tratta, è vero argomenti che riguardano ognuno di noi, ma che in genere sono sconosciuti o trascurati dai più. Ed invece ci sbagliavamo. E siete stati voi, i nostri 250.000 visitatori a dimostrarcelo.

A dimostrarci che vi piaceva quello che condividevamo, a sostenerci nelle nostre campagne e nelle nostre battaglie, con commenti, mail, condivisioni, ma anche con la sola vostra presenza. Ci avete spronati a continuare quando avevamo voglia di chiudere tutto, ci avete fatto capire che anche argomenti come la morte improvvisa, ma soprattutto il soccorso, l’emergenza e la conoscenza, possono essere apprezzati, letti, seguiti e condivisi con entusiasmo.

Voi siete stati in questi anni il nostro sostegno e lo scopo per cui scrivere, ancora, un altro articolo.

Ci avete fatto capire che qualcosa di utile possiamo farlo.

E di questo vi diciamo grazie.

250.000 grazie. Di cuore.

 
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Alla ricerca del DAE perduto

capannone-thumbChi non riconosce il celebre magazzino dell’altrettanto celebre “Indiana Jones e i predatori dell’Arca perduta”? L’enorme luogo pieno di casse tutte uguali in cui il prezioso reperto, ottenuto con grande fatica, dal protagonista viene dimenticato in mezzo ad altri reperti invece che lasciato (in quel caso saggiamente) a disposizione di tutti. Ecco, potremmo parlare di qualcosa di simile. Che però non è un film di successo, non succede in America, è storia dei giorni nostri e riguarda la vita e la sicurezza di ognuno di noi.

Parliamo del caso dei DAE di Genova, di cui hanno recentemente parlato alcuni giornali anche nazionali.

120 defibrillatori pubblici, pubblici davvero perché acquistati con i finanziamenti nazionali alle Regioni proprio con lo scopo di avviare la cardioprotezione capillare dei luoghi a rischio come circoli sportivi e luoghi di grossa aggregazione, come supermercati, centri commerciali, stazioni, come era stato stabilito dal decreto del 6 Giugno 2011, in cui venivano stanziati 8 milioni di euro da dividersi per regioni. E che la Regione Liguria aveva utilizzato anche per i famosi 120 DAE di Genova di cui dicevamo.

E quindi, vi chiederete anche voi, che cosa ci fanno nel magazzino dell’Arca Perduta? O, meglio, nel magazzino del 118.

Semplice. Non sono stati installati.

Forse, anche voi, a questo punto, vi chiederete perché. Insomma, Genova non è un paesino di 500 abitanti quando ci sono i parenti in visita, è una grande città. Ha uno stadio, una stazione, un aeroporto, dei centri commerciali, scuole e biblioteche. Non era certo un problema trovare 120 location strategiche. Anzi, il problema semmai e’ che di dae ne servirebbero di più.

Leggendo qua e la sui giornali alcune frasi di “scuse” usate per questo fatto ci fanno però intravedere alcune cose che “stonano” decisamente con tutto quello che nel corso degli anni abbiamo, insieme a molti altri amici di altre associazioni, portato avanti.

Innanzitutto strani e falsi preconcetti riguardo al loro posizionamento; pare, per i signori del comune di Genova, che necessitino di colonnine allacciate alla rete elettrica. Per dei Dae con batteria autonoma? Nati proprio per poter essere usati senza rete elettrica? Mah. Chissà che modelli hanno acquistato questi signori, ma noi a cercarne non ne abbiamo trovati che abbiano tale necessità. Nemmeno i sottomodelli più contraffatti possibili.

Altra ragione che ci lascia alquanto perplessi è che il comune richieda che per usare i Dae serva una particolare certificazione, di un particolare corso, svolto solo dal 118.

Va per prima cosa detto che i Dae parlano, ripetendo i comandi fino a che non vengono eseguiti,  sono virtualmente utilizzabili da chiunque sappia la lingua italiana, non sia non udente e abbia le mani per poter applicare le piastre.

Quindi già un corso di utilizzo è utile, ma nemmeno strettamente necessario.

Poi esiste una legge universale, quella del “Buon Samaritano” (art 54 del Codice Penale), che afferma che chiunque tenti di aiutare una persona in difficoltà non può essere punito se fallisce. Considerando che, nel caso dell’arresto cardiaco, la sopravvivenza senza defibrillatore è dell’1% viene da pensare che usare il dae anche senza averne mai visto uno non possa che migliorare la prognosi. Più che morto…

E poi, proprio volendo il corso come obbligo di legge, cosa che al momento c’è in Italia, perché autorizzare solo un ente a certificare, ente che peraltro propone corsi a prezzi non del tutto indifferenti, escludendo anche la competenza e la disponibilità non solo di rianimatori volontari e con esperienza, ma anche di medici, cardiologi, urgentisti, anestesisti, che hanno sicuramente conoscenze, capacità e competenza ben superiori?

Noi  di Cecchini Cuore da 6 anni spendiamo energie, entusiasmo, tempo e anche mezzi per formare e certificare gratuitamente chi ce lo chieda.

E lo facciamo gratuitamente e con la competenza di un medico e cardiologo con alle spalle 30 anni di esperienza.

Ci chiediamo, non senza preoccupazione, il perche’ di questa rigida posizione che non solo rallenta, come abbiamo visto, la distribuzione dei Dae, ma inibisce e sembra quasi colpevolizzarne l’uso da parte di chiunque si trovi nella necessità di tentare di salvare la vita a qualcuno.

Gli esempi di noti sportivi, in primis Piermario Morosini, di personaggi noti, ma soprattutto dei 70000 anonimi sfortunati che muoiono ogni anno, dei quali molti sono giovani sportivi che si affacciano alla vita, dovrebbero rendere primario l’obiettivo di rendere cardioprotetta la città, non di burocratizzare la solidarietà e l’aiuto verso il prossimo che, di certo, moltissimi vorrebbero essere messi in condizioni di poter dare.

Qui sotto potete trovare il link all’articolo del “secolo XIX” in cui si parla proprio di questo.

http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2013/08/24/AQcW4mC-defibrillatori_in_magazzino.shtml

 
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Ecco il DAE numero 139

Grazie agli amici dell AVIS di Ortonovo .

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